124c41+, Colpisci più forte piccolobosco! / Giac, quant’è lontana l’altra via?

Il sample è il più grande lascito dell’hip-hop

I 124c41+ ricorderanno il loro 2019 come l’anno del loro primo tour europeo. I ragazzi parlano dell’esperienza come di “una meravigliosa disperazione”; dalle date alla presenza del solo fonico in Repubblica Ceca ai trionfi di Olanda e Francia, cartoline indelebili nella loro testa. Il pubblico d’oltralpe ha potuto acquistare e ascoltare in anteprima  il lavoro che adesso viene presentato anche a casa, distribuito nei soli formati audiocassetta e digitale.
Non è semplice descrivere Colpisci più forte piccolobosco!/ Giac, quant’è lontana l’altra via?. Dobbiamo immaginarci ambienti musicali sconfinati, antichi, immersi in nebbie dense e sinuose. A volte immaginiamo di cogliere i contorni di una figura famigliare, che si dilegua non appena cominciamo a tratteggiarne i contorni. In altri momenti, abitiamo luoghi che non erano mai stati lì. Impressioni, richiami ancestrali, pietre d’inciampo sonore. La colonna sonora del loro personalissimo Cuore di Tenebra.

Saremmo curiosi di sapere come i 124c41+ siano arrivati a concepire un’opera simile.

Dopo aver lavorato due anni ad un cd e avendo perso un elemento importante (Riccardo Cecchi, tastiere,N.d.a.), che ci ha portati ad aggiungere un elemento (Leonardo Tommasi, chitarrista, n.d.a.) avevamo voglia di fare questo esperimento, un po’ per giocare e un po’ per vedere se eravamo ancora in grado ancora di lavorare insieme, di mettere in comune le nostre diversità come musicisti. Abbiamo scritto qualcosa completamente di pancia, ci siamo imposti di registrarlo in due settimane al massimo.

Alla base di tutto, il desiderio di arrivare ad una lavorazione artigianale del suono. Registrazione dalla fonte e produzione in casa, sfuggire dalla “logica del sintetizzatore”. Anche la scelta del nastro dell’audiocassetta, come unico supporto fisico, ha molto indirizzato i loro sforzi.

Uno strumento che può da solo offrirci tutto come il sintetizzatore un po’ ci spaventa onestamente, quello che ci serve non sono infinite possibilità ma limitazioni.C’è gente che per mettere gli uccelli usa magari dei filmati dalla rete e non li registra di persona. Non li capiamo. Adesso altri musicisti però, se vorranno, potranno ricavare dei sample a loro volta da questa tape, anche sminuzzandola e ricomponendola con le loro mani.

Aggirandosi così per la città ed i suoi dintorni, con lo spirito dei cercatori di farfalle, i suoni più impensabili sono finiti nei loro nastri. Ne è uscito un diario sonoro che è anche una testimonianza di vita della città.

L’idea di base non era raccontare Terni, però abbiamo finito col farlo. Abbiamo inserito piccoli momenti di quotidianità che altrimenti non sarebbero mai entrati nel disco, anzi in nessun disco. Il nostro si apre con suoni provenienti dall’esterno della chiesa di San Lorenzo, abbiamo catturato i suoni della violinista di strada. Mentre Leonardo lavorava, ha rubato le melodie di sua zia che fischia dall’altra stanza. Spontanea, meravigliosa. Ci sono i rumori prodotti dalle gabbie di piccioni da richiamo di mio nonno, chi potrebbe riconoscerli non sapendolo? Tutto si è messo insieme alla perfezione per i nostri parametri, tutto molto spontaneamente. Anche il video che abbiamo composto per accompagnare il lancio racconta la città: è una raccolta di spezzoni di repertorio della Terni operaia degli anni ’60. L’effetto insieme alle musiche è assolutamente eccezionale, commovente.

Come raccontare un lavoro sonoro, quasi del tutto “muto” come questa tape?

Colpisci più forte piccolobosco! ha un inizio e una fine ed è divisibile in due parti, questo lo rende più riconducibile ad un pezzo canonico. C’è più pianoforte suonato che nell’altro. L’ho ascoltato in cuffia mentre mi trovavo nel parco di Carsulae , vedevo i bambini che giocavano, e li immaginavo mentre andavano ad affrontare le loro paure nel bosco. È un pezzo più tangibile e organico dell’altro. Ascoltandolo puoi avere la percezione di sentire degli archi mentre è il pianoforte di John Cage in reverse.
Il racconto ipotetico prosegue in Giac, quant’è lontana l’altra via?.  Il bambino ha fallito nel combattere la sua ombra, cerca di andare oltre. È composto da più sezioni e umori, ha un inizio oscuro con un giro di due note drone. Le note oscure che si sciolgono, si aprono. I campanellini lontani ti carezzano, ti consolano per quanto è accaduto prima, si genera un ambiente subacqueo. Poi il calore di una marcetta, che come è arrivata sparisce di nuovo. Puoi sentire la cassa di un supermercato. La chitarra è stata scordata da Leonardo per “accordarsi” al piano malandato di Mattia, anche quello scordato ma assolutamente unico per carattere. Gli strumenti sono stati maltrattati, così ci sembrano provenire da tempi antichi.

Quali aspettative riponete in questo vostro ultimo lavoro?

Non avevamo aspettative, non avevamo pressioni, non avevamo scadenze. Abbiamo comprato 30 cassette, abbiamo stampato gli A4 con le copertine e per noi andava bene così. Ci meravigliamo ancora di quanto stia venendo ben recepito! È il nostro prodotto più sperimentale ma forse il più fruibile, mi immagino mia nonna che sente questa roba e non ha fastidio. Ci siamo impratichiti con la tecnica del sample, adesso vediamo cosa succede se aggiungiamo più ritmo e se riusciamo a sfruttare i campioni dal vivo. La sfida per il futuro è la sintesi, creare un singolo di 4 minuti con questa roba, porci limiti più stringenti di prima. Adesso non siamo più vincolati agli strumenti che suoniamo in sala prove, prendiamo i suoni da tutto ciò che ci circonda.

 

124C41+ sono:
Matath Yah, piano/voice
Om, bass/baritone/noises
Leonardo Tommasi, guitar
Leonardo, drums

Bandcamp per ascoltare e acquistare i lavori dei 124c41+

 

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