AUGEN, LICHT, documentario

Per noi il silenzio è fondamentale

21 Febbraio 2018, la Sony chiude l’ultimo stabilimento per la produzione di Compact Disc.  Nel 1982 da quella stessa fabbrica era uscito il primo disco musicale della storia, contenente La Sinfonia Delle Api di Strauss.
Prima dell’era internet questi oggetti tondi e forati erano in grado di  attrarre uomini e donne in schiere. Intorno a questi idoli luminosi nascevano veri e propri movimenti, distinti con etichette del tutto simili a quelle negli scaffali dei negozi che li smerciavano. Blues. Metal. Punk. E una miriade di altri, i cui fruitori erano anche ben riconoscibili per forme e colori.
Ora, appunto, il supporto fisico non esiste più. Si è frantumato, polverizzato, si è fatto etere e ci circonda ovunque andiamo.
Come nasce una scena, dopo la morte del Compact Disc?
Alcuni elementi utili per trovare una risposta emergono dalla visione del documentario-manifesto per il collettivo/etichetta AUGEN, LICHT (Riccardo Tappo, Terni, 2018). Il regista ha seguito l’allestimento del concerto per teatro organizzato il 21 dicembre 2017 a Terni, in cui tutti gli artisti sotto questa egida si sono esibiti.

 

Difficile definire il trait d’union che lega i protagonisti del documentario.
Giovani ma non giovanili, oscuri nelle vesti e nelle intenzioni, artisticamente periferici.
Sicuramente la nascita dei 124c41+ è la causa scatenante di tutto questo. I solidi legami di amicizia e l’unità di intenti artistici hanno prodotto un movimento musicale opaco e misterioso, che ha sconvolto e sedotto tutti coloro che sono stati abbastanza complici da fruire dei loro lavori di studio in maniera appropriata, o tanto fortunati da ritrovarsi  ad una delle loro intense esibizioni. Per alcuni spiriti affini l’attrazione è stata fatale, e i 124 hanno svolto per altri musicisti in erba con le idee ben chiare un lavoro di coaching e supporto, aiutandoli a tradurre in grida e riverberi i loro progetti. Quindi sono arrivati  XIXRea, Au-delà du soleil noir, e John Malkovitch!. Progetti compositi, ferini, attraversati da una stessa venatura di tensione, tutti illuminati dallo stesso sole cieco che ognuno descrive dalla propria prospettiva. I ragazzi si avvicendano nel documentario, si raccontano, e intanto osserviamo i preparativi al debutto del loro spettacolo svolti con un malcelato, febbrile entusiasmo.

La scelta del regista di girare in bianco e nero è di una esattezza che travalica la ricerca estetica.
I visi dei protagonisti emergono dalle tenebre, lumeggiati dai pochi spiragli di luce.
Il lavoro è un racconto di fuga dall’inedia provinciale e un brindisi alla nascita di un felicissimo sodalizio umano e artistico. L’assenza di colore rende gli ambienti degli studi e del teatro decisamente crepuscolari, i pochi spazi bianchi sono abbacinanti e fuori dal tempo, gli esterni quasi inesistenti. Raccontano la desolazione e la solitudine di una provincia rasa al suolo, bruciata e abbandonata, ma con qualcosa che ancora cova sotto la cenere

Stare in camera da solo mi ha portato a un sacco di belle scoperte.

La visione svela l’insospettabile virtù che si cela nel passare la giornata chiusi in camera a ricercare e ascoltare artisti di fronte al monitor. In questo senso, nessun uomo sarà un isola ma sicuramente il collettivo AL è un arcipelago. Persone gelose della propria distanza dal resto del mondo e della moda musicale, ma innegabilmente consapevoli dell’esistenza di loro simili.

Perché io no? Perché noi no?

Ma soprattutto il collettivo Augen, Licht lancia la sua sfida al mondo (musicale).
La “nicchia” che si sono scavati nella scena shoegaze/screamo/electro/dark/whatever non vuole essere una fuga quanto un’affermazione della propria rumorosa, rilevante esistenza. Ciò che accomuna questi musicisti (e scrittori, e videomaker, e grafici…) è una sfrontata libertà artistica, un rifiuto della corrente principale in cui non tutti i pesci possono tuffarsi, una coraggiosa ricerca di vie non battute. Veniteci a prendere, noi andiamo avanti. Oggi un teatro, domani…

AUGEN, LICHT (2018)

Shooting: Riccardo Tappo & Lorenzo Bernardini

Editing: Riccardo Tappo & Mattia Laureti

Animation: Omar Cheikh

AUGEN LICHT
MEMBRI FONDATORI, MANSIONI:
Mattia Laureti / 124c41+ / Musicista, produttore, grafico, videomaker, scrittore, redattore
Leonardo Carloni / 124c41+ / Musicista, scrittore, redattore
Omar Cheikh / 124c41+ / Musicista, disegnatore, animatore
Riccardo Cecchi / 124c41+ / Musicista
Marco Anulli / XIX / Musicista, produttore
Michele Nannini / Au-delà du soleil noir / Musicista, sound designer, grafico, fotografo, videomaker
Luca Bagnara / REA / Musicista
Federico D’Isanto / REA / Musicista
Matteo La Montagna / REA / Musicista
Simone Camiciola / REA / Musicista
Leonardo Tommasi / John Malkovitch! / Musicista, scrittore, redattore
Manuel Negozio / John Malkovitch! / Musicista, illustratore
Francesco Tiberi / John Malkovitch! / Musicista
Luca Santi / John Malkovitch! / Musicista
COLLABORATORI, MANSIONI:
Federica Vismara / Tentacoli / Fotografa, scrittrice, redattrice

 

 

 

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