Un esercito di soldati-pastelli: intervista ai Crayon Made Army

Il 20 febbraio uscirà Flags, il disco di debutto dei Crayon Made Army. Lo abbiamo ascoltato in anteprima e ci è venuta voglia di fare qualche domanda ai tre umbri che sembrano venire dall’Islanda.

Un esercito di pastelli. Il vostro nome evoca un immaginario piuttosto contrastante ma che secondo noi si addice alla perfezione al vostro universo musicale. Raccontateci com’è nato.

L’origine e l’immagine contrastante che discende dal nome deriva sia dal percorso che abbiamo seguito dopo l’uscita di un primo cd e di un ep sotto il nome di Music Pushers, sia dall’argomento che trattiamo nel nuovo disco Flags. Nel momento in cui ci siamo trovati con quasi tutti i provini in mano, ci siamo resi conto che molte cose oramai erano cambiate da quando avevamo finito il vecchio disco. La stessa formazione del gruppo era diversa ed il punto di vista con cui guardavamo il mondo non si adattava più nemmeno al vecchio nome. Perciò abbiamo preso il titolo di un provino (che poi è diventato l’attuale Tin Soldiers) che ci girava molto in testa e che riassumeva in gran parte l’essenza del nuovo progetto. L’immagine dell’esercito di soldati-pastelli è un’immagine contrastante ma che richiama immediatamente il periodo dell’infanzia; periodo che stiamo analizzando molto.

Siamo fermamente convinti che le persone nascano in posti casuali e che le anime di ognuno non debbano necessariamente sentirsi parte del luogo in cui prendono vita. Voi siete tutti umbri eppure con la vostra musica riuscite ad evocare atmosfere dal carattere nord-europeo. Siete d’accordo? Il luogo in cui vivete vi influenza musicalmente?

L’Umbria è distante migliaia di chilometri da quei mondi, ma rimane pur sempre una regione poco abitata ed abbastanza selvaggia ed il Nord Europa è sicuramente qualcosa che ci ha sempre uniti. Basta pensare che il primo provino che registrammo nel 2007 si intitolava Nordica. Anche nella musica abbiamo sempre apprezzato le produzioni di quell’area, in particolar modo dell’Islanda (andando anche oltre Björk e i Sigur Rós) ed il synth pop svedese.

Questo è stato, forse, il primo motivo per cui abbiamo accettato la proposta di andare a registrare e poi limare il disco in Olanda e, sicuramente, l’esperienza è stata molto appagante.

Abbiamo, inoltre, la fortuna di poterci riunire per comporre e provare in una casa sul lago Trasimeno; casa che trasformiamo un po’ nel nostro covo, una sorta di cantiere delle nostre idee con un’atmosfera che si avvicina, specialmente nei giorni più freddi, ai richiami del nord Europa.

La più classica delle domande. Come nasce un vostro pezzo?

Ogni brano ha una sua genesi. Siamo partiti spesso da un semplice giro armonico, a volte da un loop ritmico, altre volte partiamo dal testo. Diciamo che appena un’idea convince tutti e tre, che sia letteraria o musicale, la si prende come linea guida e suggerisce l’approccio all’intero pezzo che scriveremo. Poi si passa ad aggiustare, limare o, nel nostro caso, ad aggiungere.

Foto dei Crayon Made Army
Foto: Corrado Murlo

La produzione di Flags è curata nei minimi particolari. Crediamo sia un disco in cui l’aspetto “visivo” è importante tanto quanto quello sonoro. Quali immagini vi suggestionano durante la nascita dei pezzi? Queste hanno influenzato la creazione della copertina?

La componente visiva ci ha accompagnati per anni, l’autoproduzione dei video sia per il web che per i live passati, era un segno che ci caratterizzava molto. L’immaginario visivo rimane e rimarrà sempre molto importante per noi però, come detto prima, durante la scrittura di questo disco sono subentrate nuove dinamiche, e abbiamo lasciato più posto alla scrittura, alla cura dei suoni e delle voci.

Proprio per questo abbiamo deciso di provare a collaborare con persone esterne al nostro progetto, per vedere come avrebbero interpretato il nostro aspetto visivo.

Il video che ha accompagnato l’uscita del singolo “Pristine” è stato diretto dal vostro concittadino Lorenzo Tardella. Come vi siete conosciuti? Com’è nata la vostra collaborazione?

Lorenzo: Con Fabio ci siamo conosciuti pochissimo tempo fa, in effetti. Abbiamo entrambi partecipato ad un’iniziativa indetta dal Comune di Narni per opere di talenti emergenti, e abbiamo vinto rispettivamente la sezione Musica e la sezione Cinema. L’ho invitato la scorsa estate alla proiezione del mio ultimo cortometraggio, e poco tempo dopo mi ha chiesto di vederci per parlare di questo progetto. E’ accaduto tutto in pochissimo tempo: sul finire dell’estate abbiamo iniziato a parlare del videoclip, e un mese dopo lo abbiamo girato.

Raccontateci la storia del video, dalla genesi al lancio.

Lorenzo: Dal mio punto di vista, la storia è nata dall’insieme di tre elementi: la musica (non parlo soltanto del singolo, ma dell’intero album) che ho trovato da subito tremendamente cinematografica e perfetta per accompagnare una storia; il luogo dove avremmo girato il videoclip, sul lago Trasimeno; ed infine il bambino protagonista.

Ognuno di questi tre elementi ha cambiato la storia che avevo in mente all’inizio. E’ stato un percorso in divenire.

Abbiamo girato in tre giorni: due di riprese e uno di prove e sopralluoghi.

Sul set c’era un’atmosfera fantastica, ho voluto che Michele, il bambino attore, fosse sempre al centro dell’attenzione, e il risultato è che siamo ritornati tutti bambini.

Credo che la forza del video stia essenzialmente in questo, nell’essere a misura di bambino.

Nel video, nella copertina, in alcune melodie del disco ed anche nel vostro nome ci sono costanti richiami al mondo dell’infanzia. Cosa ci dite a proposito?

Tutto ciò che è legato al mondo dell’infanzia, in questo progetto cosi come in questo disco di debutto, è stato davvero molto istintivo. Probabilmente il brano Tin soldiers, è quello che in questo senso rappresenta meglio questi richiami. Aprirci a nuove collaborazioni poi, ci è servito anche a capire la chiave di lettura degli altri artisti. E’ stato quasi assurdo notare che sia il regista del videoclip, che il grafico del disco, così come la ragazza che ha disegnato la cover del singolo abbiano confluito tutti verso questo mondo dal sapore infantile, senza conoscersi minimamente.

Ora non possiamo che aspettare trepidamente il vostro debutto live. Cosa dovrà aspettarsi il pubblico? Il visual avrà un ruolo centrale?

Il debutto avverrà il prossimo 20 Febbraio all’Urban di Perugia dove presenteremo in anteprima le principali canzoni di Flags. Il visual non sarà più centrale come per il live del disco precedente. Abbiamo preferito essere noi in prima linea, con i nostri strumenti, le voci, i testi e ovviamente le bandiere!

Links: Sito ufficiale, Soundcloud, Facebook

Intervista a cura di Riccardo Tappo e Thomas Latini

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