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	<title>Ephebia</title>
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		<title>Wonder Vincent, The Amazing Story of Roller Kostner</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Paloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft" title="Wonder Vincent, The Amazing Story of Roller Kostner" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/05/Wonder_Vincent_2013-100x100.jpg" alt="Wonder Vincent, The Amazing Story of Roller Kostner" width="100" />Da Perugia sognano la route 66 gli amici Wonder Vincent.
Insieme dal 2009, dopo i cambi di formazione di rito e tanti, tanti live, sono ancora qui, questa volta a raccontarci la storia di Roller Kostner. Roller Kostner è “un reduce di guerra che porta malissimo gli anni che ha”, “ama i freaks, i fenomeni paranormali e gli orsi della California che entrano nelle piscine della città” e a lui i Wonder prestano la voce, le corde e le pelli per raccontarne la vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/05/Wonder_Vincent_2013.jpg" rel="lightbox[1642]"><img class="alignnone size-full wp-image-1643" title="Wonder Vincent, The Amazing Story of Roller Kostner" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/05/Wonder_Vincent_2013.jpg" alt="Wonder Vincent, The Amazing Story of Roller Kostner" width="500" /></a>

Tracklist
<blockquote>1 Semen Waterfall
2 M.B.R.
3 Funk’O’Saur
4 My Little Bunny
5 Peggy You Enter
6 AAMORYMONKY
7 Piss &amp; Love
8 Venus In Darfur</blockquote>
<strong>Which gang you wanna bang?</strong>

Da Perugia sognano la route 66 gli amici Wonder Vincent.
Insieme dal 2009, dopo i cambi di formazione di rito e tanti, tanti live, sono ancora qui, questa volta a raccontarci la storia di Roller Kostner. Roller Kostner è “un reduce di guerra che porta malissimo gli anni che ha”, “ama i freaks, i fenomeni paranormali e gli orsi della California che entrano nelle piscine della città” e a lui i Wonder prestano la voce, le corde e le pelli per raccontarne la vita.
Le otto tracce di questo album sono cariche di Blues, Country, Rock &amp; Roll. Entriamo in una roadhouse già con Semen Waterfall (in caso l’On. Binetti stesse leggendo questa recensione: non usi google translate per piacere), in cui ora si balla ed ora si poga seguendo le chitarre e le loro botte di distorsore. Tutto molto divertente, canonico a tratti se vogliamo ma davvero ben suonato e dotato di grande energia. Bravi ragazzi.
Continua su questo registro M.B.R., con tanto di scioglilingua e ritornello da cantare tutti insieme. Funk’O’Saur è un  titolo auto-evidente, torna il blues con My Little Bunny per non lasciarci più, se non con la ballad Peggy you Enter –intima come vocazione, ma dietro l’ angolo si nascondono urla e riff roboanti– e con la chiusa folk Venus in Darfur. Pezzi come AARMORYMONKY mostrano i muscoli e scatenano gli amps di una band affiatata ed oliata. Sarà sempre un piacere incontrare i Wonder Vincent e scatenarsi nelle danze (coi gomiti larghi) sotto al palco, se accettiamo però la monomania di Roller Kostner che, purtroppo, non riesce a fuggire dal passato.

<em>Matteo Paloni</em>]]></content:encoded>
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		<title>Ephebia solidale con il Progetto Mandela</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 14:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ephebia</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L’associazione Ephebia desidera esprimere la più sincera solidarietà nei confronti del Progetto Mandela ed il più profondo rammarico per le notizie, apprese dalla stampa, che indicano la fine di questa bellissima pagina culturale e sociale della nostra Città.
Ancora una volta viene indicata la mancanza dei fondi pubblici come ragione del mancato finanziamento futuro del Progetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[L’associazione Ephebia desidera esprimere la più sincera solidarietà nei confronti del Progetto Mandela ed il più profondo rammarico per le notizie, apprese dalla stampa, che indicano la fine di questa bellissima pagina culturale e sociale della nostra Città.
Ancora una volta viene indicata la mancanza dei fondi pubblici come ragione del mancato finanziamento futuro del Progetto Mandela. Riteniamo invece che il problema sia quello delle priorità delle amministrazioni locali, che ritengono evidentemente l’investimento sul futuro dei giovani ternani come un fattore di secondo piano rispetto ad altri capitoli di spesa. Nonché il continuo richiamo al legame, considerato necessario, tra eventi culturali e profitto. 
L’Associazione Ephebia contrasta da sempre questa logica, ritenendo che sia giunto il momento a livello comunale e regionale, di prevedere canali diversi per la promozione degli spettacoli e degli eventi culturali con forte valore sociale ed associativo. Per questi ultimi infatti non può essere il profitto l’unico fattore di valutazione: non si può non tenere conto dell’alto valore civile di un percorso che prima di tutto è stato di formazione e di stimolo per tanti ragazzi ternani. 
E’ necessario ripensare gli obiettivi e le priorità della nostra Città, che non possono prescindere dalla situazione dei nostri giovani. Per questo in un incontro pubblico di qualche anno fa l’Associazione Ephebia ha chiesto al Sindaco di operare per arrivare alla definizione di un bilancio comunale partecipato, in cui le realtà associative ed i cittadini possano intervenire per portare le proprie esperienze al servizio della collettività. 
Questo appello è stato finora inascoltato ed oggi un altro soggetto di partecipazione e di vitalità culturale della nostra Città rischia di farne le spese nel nome del “non ci sono i soldi”. Nato nel 1987, punto di ritrovo negli anni per più di 3000 ragazzi, il Progetto Mandela, è nato per i giovani e con i giovani; l'apertura dei laboratori(drammaturgia, recitazione, scenografia, comunicazione, musica, video, fotografia), gestiti totalmente da dei professionisti del settore teatrale che nell'associazione sono volontari, si ha nel periodo tra Settembre e Aprile, in cui i ragazzi ternani (tra 16 e 30 anni) si trovano ad impegnarsi, a prendersi delle notevoli responsabilità al fine non solo di creare uno splendido spettacolo teatrale, ma di vedersi partecipi di una realtà che non sempre è alla portata di tutti.
Infatti con oltre 37 spettacoli teatrali, 5 radiodrammi, 330 trasmissioni radio, 21 trasmissioni televisive, 14 mostre, 29 conferenze, il Progetto ha permesso la crescita culturale e non solo di molti ragazzi, i quali sono entrati a far parte di una vera e propria famiglia (per esperienza diretta di alcuni ragazzi che oggi collaborano con la nostra associazione), dove ogni elemento è fondamentale, e in ogni momento si può scoprire la soddisfazione di creare insieme qualcosa di importante e istruttivo.
Nel panorama giovanile ternano si spegne uno dei più importanti fuochi culturali, che ha occupato le menti e i cuori di centinaia di ragazzi. L’Associazione Ephebia si augura che le amministrazioni comunale e regionale possano trovare le strade più idonee per evitare la perdita di un soggetto così prezioso per la nostra Città.]]></content:encoded>
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		<title>Giuliano Clerico, La Diva del Cinemino</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Apr 2013 16:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Paloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft" title="Giuliano Clerico, La Diva del Cinemino" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/557899_537643532923922_2094658269_n-100x100.jpg" alt="Giuliano Clerico, La Diva del Cinemino" width="100" />“La diva del cinemino” è l’ ultima autoproduzione del cantautore pescarese Giuliano Clerico. Registrato ottimamente negli studi BLUEFACTORY a Bucchianico e NOISELAB a Giulianova, propone 10 tracce di cantautorato italiano ballabile, con forti influenze folk e momenti eighties rock.<br />Le ballads che compongono questo album abbracciano i temi fondamentali della canzone, amore e società.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/557899_537643532923922_2094658269_n.jpg" rel="lightbox[1633]"><img class="alignnone size-full wp-image-1634" title="Giuliano Clerico, La Diva del Cinemino" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/557899_537643532923922_2094658269_n.jpg" alt="Giuliano Clerico, La Diva del Cinemino" width="500" /></a>

Tracklist
<blockquote>
<ol>
	<li>Barbara</li>
	<li>Alla Bonnie e Clyde</li>
	<li>Il Prodotto</li>
	<li>Concubina</li>
	<li>La Strada</li>
	<li>La Valeriana</li>
	<li>Lo Zio Beato</li>
	<li>Via col Diavolo</li>
	<li>Stabile 44</li>
	<li>Zona Industriale</li>
</ol>
</blockquote>
<em>Cosa cazzo c’ha di bello l’enfisema polmonare
</em>
“La diva del cinemino” è l’ ultima autoproduzione del cantautore pescarese Giuliano Clerico. Registrato ottimamente negli studi BLUEFACTORY a Bucchianico e NOISELAB a Giulianova, propone 10 tracce di cantautorato italiano ballabile, con forti influenze folk e momenti eighties rock.
Le ballads che compongono questo album abbracciano i temi fondamentali della canzone, amore e società.
Gli echi di “Barbara” si contrappongono alla più robusta “Alla Bonnie e Clyde”, lasciando intendere le varie anime dell’ Autore, finestre su amori soavi ma anche desiderio di avventura ed evasione. Lo scheletro di questo lavoro è una chitarra acustica ritmica che assume colorazioni diverse con l’ alternanza degli strumenti, tantissimi, di contorno. Le chitarre elettriche ed il piano de “Il Prodotto” riportano ad un rock Vaschiano dei tempi andati, “La concubina” invece vira sul funky. “Lo zio beato” e “La strada” sono più asciutte, la prima ha un efficace riff di tromba, la seconda è molto più essenziale e torna sulla chitarra “nuda”. Intorno synth, piano, kazoo… Tutti questi ospiti e questa rotazione di strumenti non intaccano l’ omogeneità e la coerenza del disco, che bisogna dire regge bene l’ ascolto non solo per la qualità, a cui ho già accennato, della registrazione. “La zona industriale” è scuola Rino Gaetano, “La valeriana” e “Stabile 44” tornano a quel rock dei ribelli degli anni 80 tanto cari ai nostri padri. “Via col diavolo” è uno dei pezzi più interessanti e memorabili, con le sue note pizzicate ed i suoi accordi profondi e cupi lo metto al livello delle prime due canzoni del disco.
In sostanza questo lavoro è ben fatto, curato e coerente. Cosa può servire a Giuliano per colmare la distanza coi Dente, Le Luci, i Brunori?
L’ album è di gran qualità ma “buca” di meno di quelli dei sopracitati artisti. Molti hanno trovato nell’ ironia, nel romanticismo, nell’ intimità, nella potenza delle immagini la loro forza e li hanno ripetuti, ripetuti, sublimati. Dovessi descrivere con una parola il lavoro di Clerico non ci riuscirei. Non è necessariamente un male, la sua voce ha molte espressioni, tante quanto la sua chitarra, e non ha bisogno di lezioni. Ma crearsi il proprio angolo di paradiso nelle vastissime lande del cantautorato, vero vanto della musica italiana, non è uno scherzo.

<em>Matteo Paloni</em>

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		<title>MarteLive2013</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 08:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ephebia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft" title="MarteLive2013" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/5315_562347703796050_1020378559_n-100x100.jpg" alt="MarteLive2013" width="100" />Anche per questa edizione Ephebia si riconferma referente per l'Umbria per il contest MArtelive 2013.
Il contest darà la possibilità ad ogni tipo di artista di mostrare le proprie opere al pubblico, 16 sono infatti le categorie partecipanti, tra cui: Musica, Teatro, Letteratura, Artigianato, Cinema, DJ, Arte Circense e molte altre! Partecipare è molto facile ed è gratuito: l'unica clausola è il possesso della tessera MArtecard. Se non la si possiede si può facilmente richiedere sul sito, al costo di 8€<br />
I premi sono davvero importanti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/5315_562347703796050_1020378559_n.jpg" rel="lightbox[1629]"><img class="alignnone size-full wp-image-1630" title="MarteLive2013" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/5315_562347703796050_1020378559_n.jpg" alt="MarteLive2013" width="500" /></a>

Anche per questa edizione Ephebia si riconferma referente per l'Umbria per il contest MArtelive 2013.
Il contest darà la possibilità ad ogni tipo di artista di mostrare le proprie opere al pubblico, 16 sono infatti le categorie partecipanti, tra cui:
–Musica
–Teatro
–Letteratura
–Artigianato
–Cinema
–DJ
–Arte Circense
E molte altre!
Partecipare è molto facile ed è gratuito: l'unica clausola è il possesso della tessera MArtecard. Se non la si possiede si può facilmente richiedere sul sito, al costo di 8€
I premi sono davvero importanti, e prevedono ad esempio:
Per la categoria musica:
–contratto discografico triennale del valore di 20.000€
–Inserimento nel roster Scuderie MArtelive
E altri!
Sezione Letteratura:
–Pubblicazione di un romanzo con la Bel – Ami Edizioni
–Pubblicazione di un racconto sul nuovo numero della rivista Colla
–Special su Martemagazine
Per la categoria fotografia:
–Un corso di fotografia presso la scuola di fotografia Graffiti
–La possibilità di effettuare un photoreport durante uno dei live di una band MArteLabel (NObraino, Dellera, Management Del Dolore Post-Operatorio, Underdog, Una)
E altri!
Trovate tutti i premi per ogni categoria sul sito ufficiale del contest, all'indirizzo:
<a href="http://www.marteawards.it/" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.marteawards.it/?referer=');">http://www.marteawards.it/</a>

Ad ogni vincitore per ogni categoria verrà data l'occasione di vedere il proprio lavoro promosso a livello nazionale.
Le iscrizioni scadono il 4 Maggio, ed entro una decina di giorni comunicheremo i nomi dei finalisti per le selezioni regionali, che si terranno a Giugno.
Che altro dire? Per informazioni ancora più dettagliate potete visitare il sito ufficiale:

REGOLAMENTO
<a href="http://www.marteawards.it/concorso/regolamento" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.marteawards.it/concorso/regolamento?referer=');">http://www.marteawards.it/concorso/regolamento</a>

BANDI
<a href="http://www.marteawards.it/concorso/bandi" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.marteawards.it/concorso/bandi?referer=');">http://www.marteawards.it/concorso/bandi</a>

Inoltre, per ogni chiarimento potete anche chiedere direttamente a noi, all'indirizzo email:
<a href="mailto:matteob@ephebia.it" target="_blank">matteob@ephebia.it</a>]]></content:encoded>
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		<title>Record Store Day 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 07:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ephebia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img class="alignleft" title="Record Store Day 2013: Chambers + The Death Of Anna Karina live al Centro di Palmett" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/548951_10151570012565140_1009803382_n-100x100.jpg" alt="Record Store Day 2013: Chambers + The Death Of Anna Karina live al Centro di Palmett" width="100" /><strong>Chambers e The Death Of Anna Karina live al Centro di Palmetta</strong><br />
Il "Record Store Day" è l'evento annuale che celebra i negozi di dischi e i dischi in vinile e che quest'anno si celebra sabato 20 aprile 2013: molte saranno le pubblicazioni particolari e le edizioni speciali che le etichette si apprestano a distribuire in occasione dell’evento.<br />
Per quest'occasione l'etichetta umbra To Lose La Track, appositamente per il Record Store Day, pubblica lo split 12 pollici gatefold in vinile colorato tra i toscani Chambers e gli emiliani The Death Of Anna Karina...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/548951_10151570012565140_1009803382_n.jpg" rel="lightbox[1620]"><img class="alignnone size-full wp-image-1621" title="Record Store Day 2013: Chambers + The Death Of Anna Karina live al Centro di Palmett" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/548951_10151570012565140_1009803382_n.jpg" alt="Record Store Day 2013: Chambers + The Death Of Anna Karina live al Centro di Palmett" width="500" /></a>
<h2>Chambers e The Death Of Anna Karina live al Centro di Palmetta</h2>
Il "<strong>Record Store Day</strong>" è l'evento annuale che celebra i negozi di dischi e i dischi in vinile e che quest'anno si celebra sabato <strong>20 aprile 2013</strong>: molte saranno le pubblicazioni particolari e le edizioni speciali che le etichette si apprestano a distribuire in occasione dell’evento.

Per quest'occasione l'etichetta umbra To Lose La Track, appositamente per il Record Store Day, pubblica lo split 12 pollici gatefold in vinile colorato tra i toscani Chambers e gli emiliani The Death Of Anna Karina: un pezzo di vinile che porta con sè tanti anni di sudore, di rumore e di chilometri consumati.

Per il 20 aprile To Lose La Track ha organizzato due appuntamenti:

<strong>dalle ore 18</strong>, presso il <strong>negozio di dischi T-TRANE di Perugia</strong>, in Corso Cavour, la presentazione fisica del disco, il set acustico rivisitato di <strong>CHAMBERS</strong> e il <strong>djset del patron dell'etichetta To Lose La Track, Luca Benni</strong>;

<strong>dalle ore 22,30 </strong>presso il <strong>centro di Palmetta</strong>, Strada di Santa Maria la Rocca, a Terni con il live elettrico delle due band <strong>CHAMBERS e DEATH OF ANNA KARINA</strong> e il <strong>live painting su tela del pittore pisano Francesco Barbieri</strong>, che ha realizzato la copertina.

<a href="http://www.toloselatrack.org" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.toloselatrack.org?referer=');">www.toloselatrack.org</a>
<a href="http://www.recordstoreday.com" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.recordstoreday.com?referer=');"> www.recordstoreday.com</a>
<a href="http://www.palmetta.it/it/calendario-agenda/live/item/233-the-death-of-anna-karina-%20-chambers-%7C-sabato-20-aprile-2013-ore-2230.html" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.palmetta.it/it/calendario-agenda/live/item/233-the-death-of-anna-karina-_20-chambers-_7C-sabato-20-aprile-2013-ore-2230.html?referer=');"> http://www.palmetta.it/it/calendario-agenda/live/item/233-the-death-of-anna-karina-%20-chambers-%7C-sabato-20-aprile-2013-ore-2230.html</a>]]></content:encoded>
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		<title>Aspettando Il Primo Maggio® 2013</title>
		<link>http://www.ephebia.it/eventi/aspettando-il-primo-maggio%c2%ae-2013/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Apr 2013 15:37:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ephebia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/tutti-2-100x100.jpg" alt="Aspettando Il Primo Maggio® 2013" title="Aspettando Il Primo Maggio® 2013" width="100" class="alignleft" />Aspettando il primo maggio® nasce nove anni fa a Teramo dal desiderio dell’associazione culturale Big Match_ BM Idea di creare un festival capace di intercettare i gusti musicali del pubblico teramano e dell’intera Regione.
Con il passare degli anni Aspettando si è confermato come uno degli eventi più attesi del centro-sud della nostra penisola, riuscendo a portare a Teramo oltre 40.000 persone e più di 150 musicisti.
La nona edizione di Aspettando il Primo Maggio® ospiterà Max Gazzè, storico e apprezzato cantautore reduce dal successo di Sanremo 2013...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/tutti-2.jpg" rel="lightbox[1612]"><img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/04/tutti-2.jpg" alt="Aspettando Il Primo Maggio® 2013" title="Aspettando Il Primo Maggio® 2013" width="500" class="alignnone size-full wp-image-1613" /></a>
<strong>Martedì 30 Aprile dalle 18.30
Area ex Villeroy
IX Edizione</strong>

Gli ospiti della none edizione
<strong>MAX GAZZE’
MARTA SUI TUBI
NOBRAINO
SERENA ABRAMI
MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO</strong>
e dal contest di RADIO DELTA 1 le due band più votate di “Saranno Calibri”

Aspettando il primo maggio® nasce nove anni fa a Teramo dal desiderio dell’associazione culturale Big Match_ BM Idea di creare un festival capace di intercettare i gusti musicali del pubblico teramano e dell’intera Regione.
Con il passare degli anni Aspettando si è confermato come uno degli eventi più attesi del centro-sud della nostra penisola, riuscendo a portare a Teramo oltre 40.000 persone e più di 150 musicisti.
La nona edizione di Aspettando il Primo Maggio® ospiterà Max Gazzè, storico e apprezzato cantautore reduce dal successo di Sanremo 2013 al quale hanno partecipato anche i Marta sui Tubi, una delle più seguite band indipendenti del panorama musicale italiano. Presenti sul palco anche gli adrenalinici Nobraino, i lancianesi Management del dolore post-operatorio che stanno scalando le classifiche di tutta Italia, e la giovane promessa del cantautorato al femminile Serena Abrami.
Per il 2013 Aspettando il Primo Maggio® rinnova la prestigiosa mediapartnership con Radio Delta 1 che, con il contest “Saranno Calibri”, permetterà alle due band più votate di suonare sul palco del festival che andrà in onda in diretta a partire dalle 21.00. Gli speaker della radio animeranno la serata con interviste e incursioni nel backstage.
La nona edizione torna nella storica location dell’area ex Villeroy e continua la mission orientata al rispetto dell’ambiente e alla salvaguardia della sicurezza stradale grazie alla partnership con la Ferrovia Adriatico Sangritana che metterà a disposizione del pubblico i propri mezzi di trasporto fino a tarda notte.
Nel desiderio di accontentare il nostro pubblico e di offrire una serata carica di energia e di buona musica il biglietto del concerto è rimasto di 10 euro.

<em>Comunicato stampa <a href="http://www.bmidea.it" target="_blank" onclick="pageTracker._trackPageview('/outgoing/www.bmidea.it?referer=');">www.bmidea.it</a></em>]]></content:encoded>
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		<title>Ministri, Per Un Passato Migliore</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 15:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Caterina Frezza</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/MINISTRI_PASSATOMIGLIORE_cover-586x576-100x100.jpg" alt="Ministri, Per Un Passato Migliore" title="Ministri, Per Un Passato Migliore" width="100" class="alignleft" />Sono tornati.  Dopo un anno di stop (se si esclude l'esperienza dello Sziget Festival) tornano i Ministri con un nuovo album ed un nuovo tour, iniziato nella Capitale lo scorso 16 marzo.
Vorrei essere obiettiva e imparziale ma tutto quello che ho in mente è “sudoresudoresudoredistruzioneMORTE”.  Procedendo con ordine. 
Per Un Passato Migliore è un disco completo, organico, francamente genuino: passata la parentesi quasi “patinata” di Fuori,  la band torna ad un suono più diretto, forse meno sperimentale ma certamente più adatto alle loro qualità. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/MINISTRI_PASSATOMIGLIORE_cover-586x576.jpg" rel="lightbox[1604]"><img class="alignnone size-full wp-image-1605" title="Ministri, Per Un Passato Migliore" src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/MINISTRI_PASSATOMIGLIORE_cover-586x576.jpg" alt="Ministri, Per Un Passato Migliore" width="500" /></a>
Tracklist:
<blockquote>1. Mammut
2. Comunque
3. Le Nostre Condizioni
4. La Pista Anarchica
5. Stare Dove Sono 6. Spingere
7. Se Si Prendono Te
8. Caso Umano
9. Mille Settimane
10. I Tuoi Weekend Mi Distruggono
11. I Giorni Che Restano
11. La Nostra Buona Stella
12. Una Palude</blockquote>
<em>“Questo non è un allarme, questa è la solita vecchia storia”.</em>

Sono tornati.
Dopo un anno di stop (se si esclude l'esperienza dello Sziget Festival) tornano i Ministri con un nuovo album ed un nuovo tour, iniziato nella Capitale lo scorso 16 marzo.

Vorrei essere obiettiva e imparziale ma tutto quello che ho in mente è “sudoresudoresudoredistruzioneMORTE”.
Procedendo con ordine.
Per Un Passato Migliore è un disco completo, organico, francamente genuino: passata la parentesi quasi “patinata” di Fuori,  la band torna ad un suono più diretto, forse meno sperimentale ma certamente più adatto alle loro qualità. Il futuro è una trappola, il presente è un inganno e il passato resta l'unico tempo in cui rifugiarsi: guardare indietro per andare avanti non è solo banale retorica, ma un imperativo programmatico di (auto)miglioramento.
Il disco di apre con Mammut e già intuisci che tutto sarà bellissimo e violentissimo, come ai bei vecchi tempi (bui).

Segue Comunque, primo singolo estratto– probabilmente il pezzo più canticchiabile del disco (il ritornello ti entra in testa e non ne esce più: “la tua casa non vale niente, il tuo orologio non vale niente… tanto vale provarci comunque”). Il video è un nostalgico tuffo negli anni novanta fatti di camicie di flanella e VHS smagnetizzate: non vintage ma solide realtà.

Le Nostre Condizioni è la traccia che preferisco dell'album, potente al punto giunto e ottima macchina da pogo: difficile non sgolarsi di “finché non te ne vai, finché non te ne vai”.

C'è poi La Pista Anarchica, secondo singolo e prima di una lunga fila di ballate intelligentemente alternate a pezzi molto più movimentati; l'impressione generale è quella di un album costruito per essere ascoltato nella sua totalità, una miscela saggiamente bilanciata di dolcezza e aggressività– sebbene non sia certo un concept album. Il tono resta sommesso con Stare Dove Sono per tornare verso l'alto con Spingere: “non chiediamo altro al mondo che distruggerci e poi salvarci”.
Un'altra ballata è Se Si Prendono Te, cui risponde immediatamente Caso Umano seguita da Mille Settimane, altrettanto “spinta” e martellante. La frase topica è: “il mio infinito è diviso in settimane”. Terza ballata è I Tuoi Weekend Mi Distruggono; si risale poi di ritmo con I Giorni Che Restano (“Per dare il nostro nome a una scuola dovremmo morir tutti in una volta sola”).

Brano che definirei nazional-popolare (nel senso positivo del termine) è La Nostra Buona Stella: “l'odio è un diario segreto che sfoglio per sentirmi più solo”.

Chiude l'album una ballata, Palude, forse il brano più delicato (quasi “romantico”): “Ho mille modi per dire “rischiamo”, ma quando è il momento smetto di parlare”.

Ora, parliamo del concerto.
Per la prima volta, i Ministri suonano al BlackOut. Con molta probabilità, anche per l'ultima.

La scaletta alterna una stragrande maggioranza di nuovi brani e una buona selezione dagli album precedenti– con quattro album e un EP all'attivo inizia a sentirsi il bisogno di dare una “ripulita” alla scaletta.

Se per i pezzi di Fuori c'era un distacco abissale (in positivo) tra la versione in studio e la resa dal vivo, per Un Passato Migliore la differenza è attenuata, a vantaggio di un'esibizione decisamente più animata.

Tanto animata che ogni due pezzi le transenne crollano miseramente sotto il peso del pubblico ed è costretta ad intervenire la Protezione Civile per tentare (inutilmente) di ristabilire un po' d'ordine e disciplina. Il sudore viene letteralmente fuori dalle fottute pareti e ad un certo punto sembra perfino stia scendendo pioggia dal soffitto.

Il lato positivo che si potrebbe trovare in questa storia è che, beh, ai concerti dei Ministri ci si diverte sempre parecchio.

Il lato negativo è che se poi ti spacchi la schiena perché la security ti prende a calci non è che poi hai tanta voglia di tornarci, ai concerti dei Ministri.

In ogni caso, il bilancio che posso farne è solamente positivo: il nuovo album non delude i fan di vecchia data e la band non ha perso un grammo della sua forza dal vivo.

Preparate i parastinchi.]]></content:encoded>
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		<title>Appino, Il Testamento</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Mar 2013 20:23:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Bussotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/cover-100x100.jpg" alt="" title="Appino, Il testamento" width="100" class="alignleft" />Ed eccoci col nuovo disco di Rodrigo D'Erasmo, col suo violino che ha incantato anche i Muse. Solo che poi entra la batteria e ti ricordi che il disco è anche di Franz del Teatro degli Orrori, con il suo rullante potentissimo e la cassa pompatissima.
Poi arriva Appino, e capisci che, nonostante tutti i grandi musicisti che lo hanno accompagnato (tra i quali Favero al basso, fondamentale per il sound dell'album), il disco è solo suo, è lui che tira avanti le fila di questo album, che ci consegna questo suo Testamento dopo averci mandato tutti Affanculo con gli Zen ed averci detto che siamo tutti Nati per Subire.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/cover.jpg" rel="lightbox[1601]"><img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/cover.jpg" alt="" title="Appino, Il testamento" width="500" class="alignnone size-full wp-image-1600" /></a>
Tracklist:
<blockquote>Il Testamento
Che il lupo cattivo vegli su di te
Passaporto
Lo Specchio dell'anima
Fuoco!
La festa della liberazione
Questione d'orario
Fiume padre
Solo gli stronzi muoiono
I giorni della merla
Tre ponti
Godi (adesso che puoi)
Schizofrenia
1983</blockquote>

Ed eccoci col nuovo disco di Rodrigo D'Erasmo, col suo violino che ha incantato anche i Muse. Solo che poi entra la batteria e ti ricordi che il disco è anche di Franz del Teatro degli Orrori, con il suo rullante potentissimo e la cassa pompatissima.
Poi arriva Appino, e capisci che, nonostante tutti i grandi musicisti che lo hanno accompagnato (tra i quali Favero al basso, fondamentale per il sound dell'album), il disco è solo suo, è lui che tira avanti le fila di questo album, che ci consegna questo suo Testamento dopo averci mandato tutti Affanculo con gli Zen ed averci detto che siamo tutti Nati per Subire. Un giusto proseguimento, giusto?
Non vi lascerò sulle spine: Il Testamento è un ottimo album. Certo, ha i suoi alti e bassi, ma non c'è una sola delle 14 canzoni che non meriti di essere ascoltata più e più volte, vuoi per il suo testo o per il suo sound.
Partendo dal testo, citando una canzone (e facendo un'ingiustizia alle altre, visto che andrebbero citate tutte), la title-track Il Testamento è semplicemente favolosa, riesce a colpirti al cuore come pochi altri cantautori sanno fare. Menzione d'onore anche per Passaporto, I Giorni della Merla e Solo Gli Stronzi Muoiono…ma davvero, stiamo parlando di eccellenze tra le eccellenze. Menzione speciale anche per Godi (Adesso che puoi), che inizia con:
“Sulla punta di un coltello ci sta il senso della vita, che ci affetti una cipolla che lo usi per farla finita”. Genio, puro genio.
Parlando di Passaporto, invece, sarebbe da fare un applauso a Favero per il lavoro che ha compiuto, con un ritmo di basso che riempie la canzone, dà ritmo ma riesce a non risultare invadente. Ottimo, semplicemente ottimo.
In generale, il bello dell'album sta in una sua stranezza di fondo: non ha un'atmosfera definita. I testi sono allo stesso tempo dolci e profondamente, profondamente amari, con un occhio allo stesso tempo critico e amorevole verso le altre persone e la società; i ritmi riescono a passare tranquillamente dalla ballad al pezzo rock più puro con una disinvoltura tale che quasi non ci si accorge del passaggio. La complessità del suono, dei significati, può solo giovare all'album in sé: Il Testamento è nato per far riflettere, non è indirizzato agli ascoltatori passivi, ma chiede un livello di attenzione molto elevato.
Dov'è l'inganno? Non c'è, semplicemente. Non troverete per nulla difficile dare la dovuta attenzione a questa prima opera solista del buon Appino. 
Al contrario di molti altri album che quasi invogliano, dopo il primo ascolto, un ascolto frammentario, Il Testamento è completamente estraneo a questo concetto. La sensazione che ho provato riascoltandolo (più e più volte. L'ho detto che è bello, no?) è di doverlo ascoltare dall'inizio alla fine, quasi in un flusso continuo. Ovviamente, ci saranno canzoni che ascolterete più di altre (per me è stata Il Testamento. L'ho detto che è bella, no?), ma…semplicemente vi troverete ad ascoltarlo di fila, senza salti di canzone in canzone…e direi che è uno dei complimenti più grandi che posso fare ad un album, quello di avere un'unità di fondo.
A meno che l'intenzione di Appino non sia stata esattamente il contrario. In quel caso…mi spiace, ma non ha funzionato con me.
In conclusione, visto che continuando finirei solo per ripetere le stesse cose cercando di convincervi della validità di questa prima opera solista:
Il Testamento è un disco affascinante, che vi lascia quasi sporchi nell'ascolto, per tutti i motivi che ho detto prima, per i suoi ritmi strani e sincopati, per i suoi testi agrodolci, audaci e crudi.
Il Testamento non è un album per chi vuole musica leggera, soprattutto dal punto di vista contenutistico.
Il Testamento è ciò che di bello ritmicamente ha Il Teatro degli Orrori
Il Testamento è ciò che di bello dal punto di vista cantautorale hanno gli Zen Circus
Il Testamento ruberà il vostro tempo, costringendovi ad ascoltarlo invece di fare altro, ma non ve ne sentirete colpevoli
Il Testamento metterà in cattiva luce gli altri album che state ascoltando in questo momento, guardandoli con superiorità dall'alto del suo posto nel vostro lettore cd o nel vostro lettore musicale, qualunque esso sia
Il Testamento è probabilmente il miglior testamento da quello in cui il nonno di Paris Hilton le tolse l'eredità per la sua condotta oltremodo imbarazzante.
Il Testamento è bello. Punto. Ascoltatelo.
Complimenti ad Appino, e confidiamo in una sua Seconda Venuta solista.

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		<title>Nadar Solo, Diversamente,come?</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Mar 2013 09:27:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Paloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/nadar-solo-diversamente-come-L-TCQQ8f-100x100.jpg" alt="Nadar Solo, Diversamente, come?" title="Nadar Solo, Diversamente, come?" width="100" class="alignleft" />Ci sono diversi buoni motivi per cui il nome dei Nadàr Solo sta rimbalzando di blog in blog, nei social e nei siti specializzati in questi ultimi mesi.
Intanto c’è l’ attenzione mediatica per una sorta di  apparentamento col Teatro degli Orrori. Pierpaolo Capovilla rimase stregato dal romanzo dal frontman-bassista-scrittore-cantante dei Nadàr, Matteo De Simone,  “Denti Guasti” che ha fornito degli spunti per le storie di migranti contenute ne “Il Mondo Nuovo”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/03/nadar-solo-diversamente-come-L-TCQQ8f.jpeg" alt="Nadar Solo, Diversamente, come?" title="Nadar Solo, Diversamente, come?" width="500" class="alignnone size-full wp-image-1595" />Tracklist

<blockquote>Non Conto gli Anni
Tra le Piume
Il Vento (feat. Il Teatro degli Orrori)
La Ballata del Giorno Dopo
L’ Abbandono
Le Case Senza Porte
Quel Sabato Mattina
Maggio Giugno Luglio
Le Ali
Perso
I Tuoi Orecchini</blockquote>

<em>L’ amore non sta negli infissi migliori, che vi tengono i ladri lontano
</em>
Ci sono diversi buoni motivi per cui il nome dei Nadàr Solo sta rimbalzando di blog in blog, nei social e nei siti specializzati in questi ultimi mesi.
Intanto c’è l’ attenzione mediatica per una sorta di  apparentamento col Teatro degli Orrori. Pierpaolo Capovilla rimase stregato dal romanzo dal frontman-bassista-scrittore-cantante dei Nadàr, Matteo De Simone,  “Denti Guasti” che ha fornito degli spunti per le storie di migranti contenute ne “Il Mondo Nuovo”. Da lì nacque un sodalizio che portò la voce di Pierpaolo e gli arrangiamenti degli altri musici del Teatro nel pezzo “Il Vento”, uno dei momenti più memorabili dell’ album e singolo di lancio. Le due band hanno poi condiviso numerose volte i palcoscenici.
Mettiamo come altro aspetto fondamentale al raggiungimento del successo la forte personalità che questo  trio indie-rock è stato in grado di mettere sul tavolo. I riff echeggianti, carichi di riverbero ed inquietudine, i testi ispirati, carichi di malinconia. La voce di Matteo ha un timbro caratteristico e vibrante. Tracce come “I Tuoi Orecchini”, “Le Ali”, “Le Case Senza Porte” hanno una grande efficacia comunicativa e sono a tratti davvero emozionanti.  Questa band sta riuscendo nell’ impresa di emergere in un genere quasi saturo senza stravolgerlo, una vera dimostrazione di carattere e capacità. I Nadàr Solo sono stati soprattutto molto abili nel coniugare la loro vocazione di power-trio con la grande attenzione ai testi ed alle melodie.
Il grande lavoro che ha consentito alla band di crescere qualitativamente fino a rendersi riconoscibile dovrà essere ora valorizzato dai numerosi live, descritti da tutti come rumorosi ed intensi. I Nadàr sono insomma uno di quei famosi gruppi “da tenere d’ occhio” e questo “Diversamente, come?”  permetterà alla loro musica di riprodursi e ripetersi su cuffiette ed amplificatori in tutta la penisola. Aspettiamo e vediamo se riusciranno a sfruttare questa incredibile carica per il balzo definitivo.

<em>Matteo Paloni</em>]]></content:encoded>
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		<title>Baustelle, Fantasma</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 16:14:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Paloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/02/front-100x100.jpg" alt="Baustelle, Fantasma" title="Baustelle, Fantasma" width="100" class="alignleft" />
Per concepire un album come Fantasma ci vuole la faccia tosta dei Baustelle. 
Correva l’anno 2013: L’ industria musicale si contorceva al suolo maledicendo il destino infame. Gli adolescenti, dimentichi della loro raison d’etre, avevano smesso da tempo di farsi allungare i capelli e di lasciarsi morire i jeans addosso per saltellare al ritmo di dubstep e di stacchetti koreani. I format televisivi erano factories che assemblavano cantanti, meccanicamente questi si presentavano con il loro nome completo ed esaurivano il loro ciclo vitale nell’ arco di una stagione televisiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/02/front.jpg" rel="lightbox[1589]"><img src="http://www.ephebia.it/wp-content/uploads/2013/02/front-1024x1015.jpg" alt="Baustelle, Fantasma" title="Baustelle, Fantasma" width="500" height="495" class="alignnone size-large wp-image-1590" /></a>
Tracklist
<blockquote>Fantasma (Titoli Di Testa)
La Morte (Non Esiste Più)
Nessuno Muore
Diorama
Primo Principio Di Estinzione
Monumentale
Il Finale
Cristina
Fantasma (Intervallo)
Il Futuro
Secondo Principio Di Estinzione
Maya Colpisce Ancora
L'orizzonte Degli Eventi
La Natura
Contà L'Inverni
L'Estinzione Della Razza Umana
Radioattività
Fantasma (Titoli Di Coda)</blockquote>

<em>Quindi lascia perdere i programmi coi talenti e i palinsesti </em>

Per concepire un album come Fantasma ci vuole la faccia tosta dei Baustelle. 

Correva l’anno 2013: L’ industria musicale si contorceva al suolo maledicendo il destino infame. Gli adolescenti, dimentichi della loro raison d’etre, avevano smesso da tempo di farsi allungare i capelli e di lasciarsi morire i jeans addosso per saltellare al ritmo di dubstep e di stacchetti koreani. I format televisivi erano factories che assemblavano cantanti, meccanicamente questi si presentavano con il loro nome completo ed esaurivano il loro ciclo vitale nell’ arco di una stagione televisiva.

  Contro ogni logica di mercato, ma anche capovolgendo quella che è la loro storia, i Baustelle decidono di abbandonare il loro pop-rock, spesso arricchito da inserti di musica classica, per suonare un intero album con un orchestra sporcando di tanto in tanto archi ed oboe con i loro strumenti elettrici.
  Per avvitare questo carpiato il trio di Montepulciano ha anche deciso di far del loro lavoro un concept (lo scorrere del tempo e tutte le sue implicazioni ne è il filo rosso) che è anche la sound track di un film immaginario, con tanto di introduzione, intervallo e coda finale, con temi che si ripetono e si rincorrono all’ interno del cd.
  Citazionismo, critica sociale, cantautorato, cinefilia, romanticismo e libertà artistica estremi. In questi elementi la fisionomia del gruppo è riconoscibilissima, sono queste le rotaie su di cui questi ragazzi viaggiano dai tempi del Sussidiario
  I testi hanno sempre il grande stile del Bianconi, che può scrivere di ossa, cimiteri e di estinzione pur continuando a cantare amore. La Morte (Non esiste più), Il Finale, Nessuno hanno questa concezione. Oscure, macabre, a tratti horror ma intime e vagheggianti. Testi sempre in grado di spiazzare l’ ascoltatore, alzando ed abbassando lo stile repentinamente e giocando coi contrasti (E dammi figli e verità/ e sesso orale e santità). 
Il picco di disappunto viene toccato con l’ invenzione della canzone in dialetto romano (Contà l’ Inverni), accento che  suona molto strano in bocca al cantante toscano-adottato-milanese. La suggestione deve essere nata dopo che il gruppo ha aggiunto al suo repertorio live Nun je da retta (http://www.youtube.com/watch?v=z6trjvTIzig).
La band aveva già tributato grandi omaggi alla Settima Arte, più e meno evidenti. Cristina sviluppa un’ idea che possiamo ritrovare in Il finale ma anche tra i precedenti lavori, come in La Bambolina. Per descriverla userò un’ etichetta che al momento gode di grande popolarità: spaghetti-western. 
  Alcuni pezzi sono più classicamente baustelliani (come La Natura, l’ altro possibile singolo L’Estinzione della Razza Umana, anche Diorama merita di essere menzionata ) e ad un attento ascolto tutti i fans potranno riconoscere nell’ album quella peculiarità che gli fecero dire la prima volta “ti amo” a questi musicisti.
  Che tutti amino questo gruppo, ed in particolare questa ultima fatica, non è affatto scontato. Non è un caso se di norma in nessuna delle nuove uscite troviamo una sezione fiati e dei timpani. Anche i continui riferimenti alla morte ed ai cimiteri sono poco radiofonici. La composizione orchestrale rende il lavoro barocco e solenne, siamo lontani anni luce dal riff secco e minimale di La Guerra è Finita (anche se lo spirito resta lo stesso). La non immediatezza di Fantasma è quasi un’ operazione nostalgica di ritorno ai tempi dell’ ascolto assorto di fronte al grammofono. Ascoltare dei pezzi su youtube come sottofondo alle vostre attività sociali non è un’ opzione, come e più dei precedenti album questo richiede alta qualità nella riproduzione ed orecchie a completa disposizione. Gli ascolti ripetuti lasciano emergere la grande qualità all’ interno di questo sfoggio di indifferenza alle logiche del mercato. Un album da ascoltare per intero, più volte, da scoprire nelle sue sfumature. 
  Un album insomma anacronistico per concezione, spogliato di ogni ironia, macabro, ambizioso ed apparentemente pessimista. Un album che ha esordito al secondo posto nelle classifiche di vendita nazionali. 
  C’è ancora posto per la qualità in questo paese ed i Baustelle sfidano le giovani band, abbiate coraggio.

<em>Matteo Paloni
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