Intervista ai Bosco

Bosco è un progetto sperimentale basato sulla fusione di diversi generi come stoner, sludge, post-core, progressive rock anni 70, noise, musica classica, folk e ambient.

Alla batteria c’è Lorenzo Nencini, al violino Laurence Cocchiara mentre Emanuele Duchi è alla chitarra elettrica.

Hanno suonato prima dei TERRA all’ultima edizione de I Suoni di Villalba.

È STATO PER VOI IL PRIMO ANNO AL FESTIVAL “I SUONI DI VILLALBA”?

Si, è la prima volta che ci esibiamo sul palco di Villalba e speriamo che ci sia nuovamente occasione di farlo in futuro.

COME NASCE IL VOSTRO PROGETTO? QUALI  AVETE DISCHI ALL’ATTIVO?

L’idea di partenza era di creare qualcosa da noi mai sperimentata prima, che ci arricchisse sia come musicisti che
come individui. Siamo perciò partiti da una line-up inconsueta per creare il nostro sound, personale ed incisivo, una
sorta di marchio empatico che contraddistingue ogni nostro brano. L’idea del progetto BOSCO parte da un sogno del
chitarrista Emanuele Duchi, ma trova la sua completa realizzazione solo grazie alla totale simbiosi con gli altri due
membri della band: il violinista Laurence Cocchiara ed il batterista Lorenzo Nencini. Mettendo insieme le nostre
esperienze artistiche pregresse e le nostre influenze musicali diamo vita a qualcosa di veramente personale ed intimo
che spazia da un genere ad un altro in perfetto equilibrio. Circa un anno fa abbiamo registrato un album di sette tracce di cui abbiamo da poco realizzato la ristampa con un restyling completo della grafica ed attualmente stiamo
arrangiando i nuovi brani per il prossimo disco.

PROGETTI FUTURI ED EVENTUALI COLLABORAZIONI?

Stiamo lavorando sul nuovo album di cui è già pronto un primo brano che abbiamo eseguito a sorpresa come tributo ai nostri fan per la prima volta proprio sul palco di Villalba la sera del 27. Per quanto riguarda il futuro possiamo dire che avendo già diviso il palco con “band amiche” come Signs Preyer, Maerormid e Terra, puntiamo si a proseguire la via degli Split-Concert in Umbria e Lazio , ma allo stesso tempo abbiamo come obbiettivo primario quello di suonare fuori, proprio per poter portare la nostra musica ben oltre “i confini attuali delle nostre radici”.

CHE IMPRESSIONI AVETE SU QUESTA EDIZIONE DE “I SUONI DI VILLALBA”?

Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’atmosfera del contesto in cui ci siamo trovati ad esibirci e sicuramente la scelta di fare tutto il festival su un unico palco è stata ottima: raggruppando così in un unico piazzale tutti i partecipanti. Cogliamo l’occasione per ringraziare tutto lo staff de “i Suoni di Villalba” e soprattutto Stefano Talone, non solo per averci permesso di suonare nel “nostro habitat naturale”, ma anche per averci fatto sentire “parte della famiglia” dimostrando professionalità e dando sempre il meglio al livello sia tecnico che umano nonostante i vari problemi (cause di forza maggiore) che tendono spesso a manifestarsi quando si organizzano eventi all’aperto di una tale portata.

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