Intervista ai Crtvtr

Crtvtr Ephebia Festival 2015

Durante il festival abbiamo ospitato con grande piacere i Crtvtr, che però hanno incontrato un po’ di problemi durante il viaggio… ripercorriamoli in questa intervista!

Ephebia: Ciao ragazzi! Avevate già suonato in Umbria?
Crtvtr: Ciao cari, sì abbiamo suonato diverse volte in Umbria, a partire da due anni fa. Mai a Terni, ma abbiamo suonato a Foligno al Supersonic un paio di volte e al Perugia al Freeride. Nell’ultimo anno e mezzo il nostro rapporto con l’Umbria, ma verso l’Italia centrale in generale, si è fatto via via più fitto.

E: Partiamo dal viaggio.. Da dove siete partiti e soprattutto cosa è successo?
C: Siamo partiti da Genova, il festival era di venerdì e abbiamo delle “vite reali”, quindi qualcuno la mattina ha lavorato. So che può sembrare assurdo fare una tirata dritta tra Genova e Terni ma in realtà noi siamo abbastanza abituati al fatto che la prima data di una serie, preveda un certo numero di ore in furgone. Altrimenti non saremmo riusciti a girare per l’Europa, se non prendendoci mesi che non abbiamo a disposizione. Quello che è successo è che mentre ero al telefono con il vostro collega Lorenzo, dicendogli che eravamo circa puntuali, abbiamo fatto una curva e ci siamo trovati davanti a un serpente di 15 km di auto, completamente immobili. Di quelle situazioni in cui si passeggia per l’autostrada e si fa conversazione coi vicini. Purtroppo un camion che trasportava sostanze tossiche si è ribaltato e i pompieti hanno impiegato 7 ore per bonificare l’area: autostrada chiusa in entrambi i sensi di marcia, uscita obbligata a Orvieto, e inevitabile traffico micidiale. Siamo rimasti immobili per circa 2 ore e mezza. Quando è passata la protezione civile a distribuire bottigliette d’acqua abbiamo davvero pensato che non saremmo più riusciti a suonare, che forse avremmo dormito in autostrada, e tutto il peggio possibile. Per fortuna grazie alla disponibilità delle band di lasciarci suonare dopo di loro, siamo riusciti ad arrivare a pelo e suonare il nostro concerto, approfittandone per scaricare tutta quella tensione che avevamo accumulato. è stata una giornata veramente tremenda, ma quando finisce bene accarezzare le cicatrici delle vecchie ferite non è spiacevole.

Crtvtr Ephebia Festival 2015

E: Come vi siete trovati al festival? Un bel (speriamo) ricordo della serata?
C: Considerato tutto, il festival è stato prima desiderato, poi agognato, poi conquistato e  spero alla fine meritato. Per noi è stato un bel concerto, accoglienza ottima, ottima  atmosfera e band. L’organizzazione si è dimostrata comprensiva verso i nostri problemi e  anche mentalmente elastica per capire come risolverli. I tecnici del suono sono stati  rapidi e mi pareva che tutto suonasse a modo. E con un line-check per una band a due bassi, non è semplice. Non è banale in una situazione con così tanta carne al fuoco. Quando la tensione è calata ci siamo persino troppo rilassati e divertiti. Quando dico troppo intendo troppo. Ma era doveroso, no?

 E: Un messaggio/consiglio che dareste a chi sarà al vostro posto il prossimo anno?
 C: È difficile dare consigli alle band, di solito i gruppi che girano tanto dopo un po’  maturano le loro strategie e il loro metodo per cercare di impattare al meglio, e più chilometri hanno sulle spalle, più il loro approccio diventa personale. Quello che noi cerchiamo di fare è dare sempre tutto, non risparmiarsi, non tirarsi indietro, non farsi scoraggiare, usare gli ostacoli come stimolo. Se fai una musica magari un po’ strana e magari non di facile presa sull’ascoltatore medio, non puoi aspettarti di ottenere la sua attenzione se non dai tutto. Perché lui dovrebbe darti qualcosa se tu non gli dai niente? Allora facciamo così: facciamo in modo di uscire dal palco consapevoli che abbiamo sudato il massimo, senza risparmiarci nemmeno un po’, e se sei riuscito a dire qualcosa, a qualcuno sarà arrivato. Questo è il nostro modo e lo è stato a maggior ragione dopo quella giornata allucinante.

E: Già che ci siamo.. Suggeriteci un gruppo per il prossimo anno
C: Sono certo che sceglierete per il meglio, e non avrete bisogno di noi. Io però vi consiglio quattro gruppi non molto noti della nostra regione, la Liguria. Perché meritano e spero ne sentirete parlare. Uno per provincia (ma non è voluto): da Ponente a Levante: Uragano, Gli Altri, Shaking Hand e Evolution So Far. Sono quattro gruppi che abbiamo coprodotto con la nostra distro. Gli Uragano sono di Sanremo, ora sono un po’ fermi per vicissitudini personali, ma fanno un post hardcore-screamo in cui si sente per fortuna la vicinanza con la francia, cantato in italiano. Gli Altri sono molto più bravi come band che a scegliersi il nome, ma spaccano davvero, anche il loro è post hardcore in italiano, ma ci sono cose diverse, più svarioni, arpeggi, cose diverse, aperture. Hanno un violino elettrico in formazione, per dire. Shaking Hand è un duo che amiamo molto, della nostra città: chitarra, basso e un timpano usato a pedale come unica percussione. Al contrario di quello che possa sembrare hanno un suono avvolgente e potente, nonostante per forza di cose le ritmiche siano minimali. Fanno una rilettura chitarrosa e garage della wave più scura, ma con un approccio sonoro quasi shoegaze. Vorremmo che girassero di più, perché lo meriterebbero e perché vi meritate di ascoltarli. L’ultimo gruppo è il veterano della ciurma: Evolution So Far. Loro sono una band spezzina piuttosto storica, anche loro partiti circa dall’hardcore, che è ben piantato nella loro mentalità e nella cultura musicale cittadina. Però il loro ultimo disco di un anno e qualcosa fa, Selvaggio, è diverso. Come è diverso dalla maggior parte delle cose che si sentono in giro. Ha testi in italiano e ritmiche meno serrate. Si potrebbe dire che è genericamente rock, anche se è una scappatoia comoda. Io trovo persino che abbia qualcosa di soul. Avevo voglia di mettere qualche spiccio nel loro disco già prima, ma quando Germano mi ha passato la cover di “history lesson part.II” in italiano contenuta nel disco, ho capito che andava fatto.

E: Siate cattivi.. Una pecca nell’organizzazione?
C:Nessuna pecca nell’organizzazione, se non che dovreste avvicinare Terni a Genova, e vietare la circolazione di camion con sostanze pericolose. Il resto va più che bene!

(Non siamo totalmente scemi.. Abbiamo una rubrica in cui la nostra Maga NADJA SDROLIGOVSKAJA cura l’oroscopo musicale e quindi voleva farvi una domanda in merito)

Nadja: Credete che mercurio retrogrado in gemelli abbia influenzato un po’ il vostro tour in termini di sfighe varie (da cui però sopravviverete con onore)?
C: Non so se è Mercurio retrogrado in Gemelli o più direttamente una fattura o il malocchio, ma noi con le sfighe ci facciamo i tour spalla a spalla. è una gara continua. Ma alla fine vinciamo noi, si fottano mercurio e i gemelli. Questo è il pezzo per voi:

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