Intervista a Giulio Ronconi sull’album Circuiti

Abbiamo intervistato Giulio Ronconi, il cui album Circuiti è uscito lo scorso 15 febbraio per la net label Laverna. Per questo disco ha deciso di abbandonare il suo pseudonimo Hey Saturday Sun per affrontare il suo proprio universo musicale adottando un approccio più personale. Ha infatti registrato e composto il disco interamente a casa. “Volevo fare un disco gratis, che mi divertisse scrivere”.

Ephebia: Ti va di spiegarmi il processo compositivo che adotti? Hai un metodo che metti in atto oppure usi approcci differenti a seconda del pezzo? Insomma, come scrivi?
Giulio:  In una prima fase scrivo le tracce fondamentali, diciamo l’80% del pezzo. Questa è la parte più divertente e più veloce. Poi passo anche diverse settimane, qualche volta mesi, a migliorarlo. Aggiungo tracce, le cancello e le rifaccio diverse. Alla fine tolgo quelle ininfluenti, equalizzo e comprimo se serve, sistemo gli effetti e misso i volumi. Poi per qualche giorno risento il pezzo e se non c’è niente da cambiare lo faccio masterizzare.

E: Che strumentazione usi?
G: Ho un Moog sub37, una Nord Electro 3 hp, un Nord Lead 2x, un Roland Juno 6 del 1982, una Korg Electribe esx e un multieffetto analogico Ibanez ad202. Poi un campionatore Roland sp505 che non uso mai, qualche pedale inutile e tantissima roba dentro il pc.

E: L’uso di synth analogici è una mera scelta stilistica o anche “politica”? Mi dà l’idea che, pur essendo decisamente contemporaneo, il sound del tuo disco sia pervaso da un senso di “nostalgia” per gli anni 80. Che rapporto hai con questo decennio?
G: I Synth analogici mi danno più gusto quando li suono, principalmente è quello. Comunque rispetto alla seconda parte del disco di Hey Saturday Sun VHS, che è spudoratamente reaganiana, questo disco di soli synth è meno anni 80, anche se visto gli ascolti che ho fatto in questi anni si sente comunque un po’ di influenza di quel decennio. Politicamente è un periodo disgraziato, però quell’ultimo barlume di ottimismo ingiustificato della società occidentale mi stuzzica molto e inoltre mi ricorda quando ero bambino.

E: È un disco che hai interamente registrato e scritto in casa, senza collaborazione. Da cosa nasce questa sorte di eremitaggio “musicale”?
G: Volevo fare un disco gratis (tranne il master ai Busthard Studios) che mi divertisse scrivere, da mettere in free download su Laverna.net (che è un sito che seguo da diversi anni, un punto di riferimento per gli amanti italiani della ricerca sul suono elettronico e ambient).

 

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