Intervista ai The King Mooses

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Terni in ambito musicale sa dire la sua. E i “The King Mooses” ne sono l’ennesima prova.

Il loro Indie-Rock che strizza l’occhio oltre confine, con influenze che vanno dagli Interpol ai The Strokes, dagli Arctic Monkeys ai The Smiths gli ha permesso di essere selezionati dagli amici de “L’Umbria che spacca” per suonare al festival la scorsa estate. I The King Mooses (Daniele De Marinis alla voce, Simone Betti al basso, Fabio Deriu alla chitarra e Michele “Rex” Deriu alla batteria) hanno continuato a lavorare sfornando brani su brani e live su live alzando sempre di più l’asticella qualitativa della loro musica arrivando anche alla formazione definitiva.
Ci abbiamo fatto quattro chiacchiere dopo esserci goduti un pomeriggio con loro in sala prove facendo un “track by track” sulle loro fatiche che confluiranno in un disco verso fine anno dato che la loro priorità, per ora, è suonare in giro.

Ephebia: Innanzitutto, perchè “King Mooses”?
The King Mooses: Ci piaceva l’idea dell’alce perché nonostante sia un animale mite e con un atteggiamento timoroso, sa tirare fuori una forza incredibile se attaccato e appena abbiamo iniziato a parlarne ci siamo subito immaginati il logo facendoci capire che era il nome giusto.

“Love is like an hourglass”

TKM: Questa canzone esisteva da prima dell’attuale formazione, e gira intorno ad un concetto semplice e romantico: l’amore è come una clessidra che svuota la testa e riempe il cuore.
Racconta la tipica storia di un ragazzo sfiduciato dall’amore.  Nata come un po’ tutte le nostre canzoni: partono da una base musicale principalmente di chitarra alla quale vengono poi aggiunti tutti gli elementi fino ad arrivare alla scrittura del testo e alla linea vocale.

“Stumble and rise to your feet”
TKM: Questa è forse una delle prime composte in assoluto. Parla di quanto sia giusto lottare per quello in cui uno crede e anche se capita di inciampare bisogna sempre essere in grado di rialzarsi in piedi e continuare

“Mindless Robots
TKM: Questa è una delle composizioni musicalmente più “aggressive” ed anche il testo è un po’ un attacco a chi abusa dei social network, che vengono percepiti quasi come robot. Questo pezzo è nato con delle sonorità opposte a ciò che invece è diventato. Era addirittura nato con una chitarra acustica trasformandosi poi in sala prove.

“A Thorn Inside”

TKM: Di questa canzone esiste già un videoclip (curato da Pietro Ciavattini per Caravan Film). È un viaggio introspettivo di una persona con una dipendenza da alcool che chiede e spera in una seconda possibilità che forse non arriverà mai. Si parla di un “velo verde” da cui lui vede il mondo, che è appunto la bottiglia che distorce la sua percezione delle cose.

“Sunday”
TKM: Hai presente la tipica sensazione deprimente che si ha la domenica girando per casa senza un senso, guardando dalla finestra ed avendo la sensazione di essere totalmente inconcludenti? Ecco di cosa parla Sunday. Questo è un pezzo recente, scritto tutti insieme e forse è una cosa percepibile.

“Another stupid love song”
TKM: Il titolo parla da sé, anche se c’è una cosa su cui soffermarsi: nel ritornello i due protagonisti ballano insieme, ma non si capisce se si tratta di persone in età avanzata che ricordano i vecchi tempi, se si sono lasciati, se sono ancora insieme…

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“Dancing with my mind”
TKM: È una storia abbastanza triste… C’è questo ragazzo che descrive questo paesaggio quasi surreale in cui incontra una donna incredibile ma poi… si sveglia. Questa canzone è un po’ l’anello di congiunzione con la vecchia formazione perché è nata con loro, ma si è poi sviluppata e conclusa con quella attuale.

“Memories of me”
TKM: Praticamente una sera entriamo in sala prove per fare una canzone nuova.. dopo più di 2 ore non siamo riusciti a cavare il ragno dal buco. Demoralizzati siamo tornati a casa ma Fabio (chitarra) non si è dato per vinto e in tarda notte ha tirato fuori questo pezzo. Parla di due ragazzi che si confrontano cercando di darsi manforte a vicenda.

“Through time”
TKM: È la canzone con il testo più lungo. L’idea del testo è nata in macchina di ritorno dalle prove. Ci piaceva l’idea di una canzone che fosse quasi una risposta a “A Thorn inside” in cui l’uomo che chiede la seconda possibilità torna indietro nel tempo correndo dalla ragazza su cui ruota il brano ma che una volta ritrovata si chiede: ”Che sto facendo?” e questo cambio di visioni coincide con il cambio della parte strumentale rendendo benissimo l’idea.

“Escape”
TKM: Parla di una persona che chiede scusa alle persone care per la direzione sbagliata e non voluta che ha preso la sua vita. È il tentativo di cercare una via di fuga e riprendendo in mano la sua vita si riscatta e ed avendo vissuto a testa bassa, rivede le stelle in cielo.

“Matilda”
TKM: La tipica storia d’amore al mare, ma lei improvvisamente un giorno sparisce senza neanche salutare. Lui scopre che lei è sparita perché in procinto di matrimonio ma a distanza di anni i due si incontrano di nuovo, proprio su quelle spiagge. Lei con sua figlia e suo marito ma comunque le corre incontro e abbracciandolo gli sussurra “ti amerò per sempre”.

“In the city”

TKM: Questa canzone racconta una passeggiata notturna nella propria città. Una presa di coscienza di quello che ci circonda, con i suoi pro e i suoi contro. Forse più contro.

Con delle atmosfere apparentemente spensierate ma con delle storie da raccontare tutt’altro che superficiali, non ci resta che goderceli dal vivo. Saranno live il 15 aprile al Mishima di Terni e e il 19 maggio al CAOS

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La mia famE mi precede quasi sempre.. Si ho detto FAME!

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