The Wolf and Whale, As you walk EP

wolf and the whale As You Walk EP

 

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I TW&W nella loro tana. A sx Mattia, a dx Andrea.

Tracklist:

1 Bear’s Seas
2 Cloud Seeding
3 Horse
4 Fort Lauderdale
5 Belong To Me

I The Wolf and Whale, Matteo Parisse e Andrea Assogna, sono giovani. Così giovani che, per realizzare questa piccola intervista, ci siamo dovuti accordare per un orario che non disturbasse il loro studio per la simulazione di terza prova dell’esame di Stato.
Mi accolgono nella taverna di casa di Matteo (così come già fece XIX. A quanto pare è la taverna il luogo dell’anima della nuova generazione di musicisti ternani, possiamo parlare di #tavernrock?), da cui è stato ricavata una vera e propria sala prove, attrezzata ed insonorizzata. Un posticino intimo e confortevole, perfetto per un duo indie-folk.

Il progetto TW&W nasce circa un anno e mezzo fa. Breve lasso di tempo, ma vissuto intensamente. Tanto che la band ha subìto una serie di trasformazioni notevoli, sia di formazione che nel genere suonato, tali da trasformare una band alternative-rock da quattro membri nel progetto acustico à la Mumford and Sons qui presente.
Tutti questi passaggi sono stati resi possibili, e privi di traumi, grazie alle abilità artistiche e tecniche dei due. Parliamo di autentici poli-strumentisti, che devono la loro abilità alle tante ore di lavoro in sala prove ed alle competenze acquisite frequentando il liceo musicale “Angeloni” di Terni.

Questo EP ha, come tutti i primi lavori, una storia romantica, anche se questa volta, è davvero priva di note dolenti (che sia un gruppo voluto dal cielo, questo?): Mattia e Andrea hanno messo insieme i pezzi vincendo registrazioni in contest per artisti emergenti  (nello specifico, quelli organizzati da Busthard Studios e Musical Academy nel 2016).

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Avete vinto due concorsi di fila, e sono stati anche i vostri primi live! Vi siete mai chiesti come mai?

Mattia: Noi suoniamo molto, davvero. Facciamo le prove praticamente tutti i giorni.

1. Bear’s Seas

Mattia: Questo è stato il terzo pezzo che abbiamo scritto, il primo fatto con la chitarra a 12 corde.
Usiamo due chitarre dal suono molto diverso: una 6 corde e, appunto, questa 12 corde, che usiamo per i pezzi più “particolari”. Come Bear’s Seas.

Andrea: In questo pezzo Mattia suona soprattutto la chitarra, io il banjo e il sassofono. Lo chiamo banjo ma in verità è una chitarra, accordata come un banjo. Per questo ha un suono particolare.

È stata la prima volta in uno studio di registrazione per voi, mi pare di aver capito. Come è andata?

Mattia: Tutto molto bene, ci siamo trovati bene in tutto. Avevamo quattro giorni di studio e abbiamo inciso un pezzo al giorno, non abbiamo avuto problemi anche registrando con tracce separate.
Nel disco abbiamo inserito anche degli strumenti, come ad esempio qui il pianoforte, che nel live non utilizziamo. Forse ci amplieremo in futuro, magari solo per particolari occasioni…

Andrea: Esibirsi in due comunque è una formula che funziona, secondo noi. Sia come impatto visivo che a livello di suono.

2. Cloud Seeding

Andrea: È uno dei nostri primissimi pezzi, il secondo che abbiamo mai composto. Ha un tema particolare, “l’inseminazione delle nuvole”, per così dire.

Mattia: Sì, “le scie chimiche”, tipo.

…non sarà mica un testo “politico” alla Piero Pelù eh?

Mattia: No no, ci riferiamo alle scie di condensa, che sembrano inseminare le nuvole quando le attraversano… Un’immagine così…

Oh, meno male. Noto che i vostri pezzi hanno tutti una certa nota di malinconia di fondo, vero? È  un aspetto preminente del vostro carattere?

Andrea: Sì assolutamente… credo che anche il Sax aiuti molto a dare questa atmosfera. La parte finale ci piace molto, si sovrappongono diversi strumenti, archi e xilofono, contrabbasso… Sembra una colonna sonora, ne siamo davvero soddisfatti.

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Qui in posa davanti ad alcuni dei loro strumenti. In alto a sx “Kary”, la chitarra-banjo. Sotto a Mattia, uno dei loro pezzi artigianali.

3. Horse

Mattia: Questa la suonavamo già quando eravamo una band a più membri, era molto hard rock, c’era la batteria. Ora come percussione abbiamo solo il “cimbalo a pedale”. In questo pezzo non usiamo la cassa, crediamo che avrebbe stonato un po’ in questa canzone. Abbiamo totalmente rifatto l’arrangiamento, queste melodie, il dialogo tra le voci, tutto questo prima non c’era.

In fase di produzione i pezzi hanno subito delle modifiche?

Andrea: Per nulla. I ragazzi degli studi ci hanno suggerito molte cose, certo, Saverio e Giorgio [Busthard Studios] soprattutto hanno insistito per mantenerlo il più acustico possibile. Nello specifico, Horse è stata registrata alla Musical Academy, è l’unica traccia registrata lì. Abbiamo scelto di fare così proprio perché ha uno stile leggermente diverso, rispetto alle altre. Ma anche se abbiamo utilizzato uno studio diverso, il risultato risulta omogeneo al resto del lavoro. Anche perché il mixaggio è stato fatto tutto nel Bustahrd!

4. Fort Lauderdale

Mattia: Questo brano è stato ispirato da un libro che ho letto, sul triangolo delle Bermuda. La leggenda è nota no? Ci sono sparite navi, aerei… La “Squadra 19” è partita dalla base, Forte Lauderdale appunto, per un viaggio di perlustrazione, e doveva passare per il triangolo delle Bermuda. I 5 aerei sono scomparsi nel nulla. E molti altri fatti misteriosi si sono verificati: ad esempio, i 5 aerei avevano capienza di due piloti, e ne partirono nove. Ma durante le ricognizioni radio, ognuno dei piloti affermò di avere un coopilota alle spalle. È molto suggestivo.

Perché cantate in inglese?

Mattia: In generale perché ci piace il suono, e abbiamo sempre cantato in inglese

Andrea: Per il nostro primo lavoro ci siamo attenuti a quello che sappiamo fare. Scriveremo sicuramente in italiano, in futuro.

5. Belong To Me

Mattia: È l’unico pezzo senza sax, ed è l’ultimo pezzo che abbiamo scritto, quello meno influenzato dall’esperienza nostro gruppo precedente.

Andrea: Questo ha un testo molto più elaborato rispetto agli altri, proviamo a ripartire da qui per scrivere i prossimi. La coda finale è davvero folk, ci piace tantissimo suonarla dal vivo.

È davvero una bella canzone, davvero un bel EP. Cosa mi dite del packaging?

Andrea: Il disegno in cover a è stato realizzata dalla sua ragazza , della grafica si è occupato mio padre. Le foto sono state scattate dalla mia di ragazza, invece.

Tutto in famiglia insomma!

Mattia: Oh sì! C’è mio padre, io lo chiamo “l’artigiano del gruppo”. Ha costruito questa saletta da zero: impianto elettrico, muri, insonorizzazioni… Ripara qualsiasi cosa si rompa, aggiusta, modifica.. ad esempio il cimbalo che suono io al piedi è attaccato ad una struttura che harealizzato lui.

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Mattia in posa con il cimbalo a pedale, cortesia di suo padre.

I The Wolf & Whale sono:
Mattia Parisse – voce,chitarra,armonica sax,percussioni
Andrea Assogna – sax,percussioni,voce,chitarra,Kary (banjo)

SOUNDCLOUD: https://soundcloud.com/thewolfandwhale
REVERBNATION: https://www.reverbnation.com/thewolfandwhale
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/the_wolf_and_whale/

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Studia la giurisprudenza e legge i fumetti. reCensore per Ephebia.it e Bandwall.it

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