LAGS, Pilot

Partiamo dai fatti.
I LAGS sono un gruppo di Roma.
 I LAGS sono in 4 (5, se consideriamo il batterista sostitutivo che ogni tanto li accompagna nei concerti) (6, se consideriamo Luca, ex-cantante e autore di alcuni testi dell’album).
I Lags fanno post-hardcore.
Il primo album dei LAGS, Pilot, esce il 19 Ottobre, cioè oggi, se internet ci assiste e tutto va come pianificato nella pubblicazione di questa recensione.
Queste sono tutte considerazioni oggettive e inconfutabili.
Ce n’è un’ultima da fare, che rimane sempre oggettiva: i LAGS spaccano. Tantissimo.
Ok, ok, con questo ultimo commento potrei avervi spoilerato il mio giudizio su Pilot, lo so. Lasciatemi almeno spiegare PERCHÈ spaccano.
Pilot è un album “perfetto”: 11 canzoni, gran parte sotto i 3 minuti, veloci, dirette, senza fronzoli, che ti colpiscono allo stomaco e ci metti un po’ a rialzarti. Pilot si fa ascoltare benissimo, lo metti nel lettore cd (o nel pc. O in macchina. O dove vi pare), e prima che te ne possa accorgere l’hai già ascoltato 2-3 volte e ci hai perso mezzo pomeriggio dietro. E ti va bene così, non rimpiangi affatto i minuti spesi dietro all’album.
Tutto il disco è unito da una compattezza sonora e strutturale davvero invidiabile, è un album che segue precisi canoni, uno stile ben definito, e non ne esce; Pilot non si perde in inutili viaggi fuori dai suoi confini per far vedere “l’estro” dei musicisti che lo hanno composto, è un semplice disco post-hardcore onestissimo, ed è talmente fatto bene per quello che è che non cerca di essere altro.

Parlando di compattezza sonora, in Pilot troviamo una miscela perfetta tra muri di suono devastanti e melodie orecchiabili che non vi usciranno dalla testa per diversi giorni (o, lo ammetto, mesi. Maledetta The Flight of The Flies, perchè devi piacermi così tanto?). Parlando di muri sonori massicci e indistruttibili, abbiamo in primis il basso di Daniele che sorregge su di sé le chitarre di Antonio e Gianluca col suo incedere costante e possente. Un basso che un mio amico definirebbe “Ciccione” (ciao Thomas), nel senso più positivo del termine. D’altro canto, Antonio e Gianluca sanno essere sporchi, potenti e taglienti quando vogliono, alternandosi tra riff che danno la melodia al pezzo e cavalcate di accordi che vi ordinano di fare a spallate e gomitate con chiunque vi troverete vicino ad un loro concerto.
A chiudere il tutto, la batteria di Andrew. In un disco hardcore la batteria è importantissima, dando la base ritmica a tutto il pezzo; è però facile scadere in ritmi banali, uguali, accettando un ruolo di “sottofondo”.
…e poi c’è Andrew. Le tracce di batteria di Pilot sono uno spettacolo per le orecchie: precise, potenti, sorreggono tutta la struttura armonico-melodica su di loro con grande maestria, e allo stesso tempo non risultano mai (e credetemi, intendo proprio mai) banali. Non c’è nulla di già sentito, e apprezzo particolarmente la ricerca nel suono, nei ritmi e nei fill di Andrew, per risultare sempre il più musicale possibile.
Menzione davvero d’onore per il cantato nel disco: la voce di Antonio è spettacolare, riuscendo ad essere potente e graffiante quando ce n’è bisogno, senza perdere però una melodicità che la rende sempre piacevole all’ascolto.
Per usare termini più terra-terra, Antonio CANTA, non raglia o urla senza senso. Una caratteristica che spero molti altri gruppi hardcore prendano come esempio.
I cori poi sono la ciliegina sulla torta, riuscendo a dare maggiore apertura e atmosfera alla canzone, e ancora più potenza (l’ho detto che Pilot è un album potente?). Davvero, davvero complimenti a Daniele e Gianluca.
Insomma, come forse avrete capito, personalmente Pilot dei Lags mi è piaciuto davvero tanto. Prende il meglio del post-hardcore, lo farcisce di qualche novità e te lo serve con un cazzotto in bocca. E lo ringrazi per questo.
Ne consiglio l’ascolto a tutti, anche a chi non si è mi avvicinato al genere, potrebbe davvero essere un ottimo punto di partenza.

Chiudo con un’esperienza.
Io Pilot in realtà l’ho già sentito, e me ne sono innamorato, circa un anno fa.
Antonio è anche il cantante di un’altra band, band con la quale l’ho conosciuto. Un mio amico mi disse: “Oh ma lo sai che Antonio suona col suo gruppo hardcore in un locale a Roma, insieme ai Die Abete? Andiamo?”
E quindi andammo.
Non conoscevo il locale. Non conoscevo i LAGS.
Ci siamo trovati in questo scantinato di 3 metri per 2. Dopo i Die Abete sono saliti sul palco i Lags.
Ho visto sudore volare. Ho visto corde vocali rompersi. Ho visto Antonio appendersi a una conduttura dell’aria col microfono tra i denti.
Ho visto violenza. Ho visto passione. Ho visto della bella musica.
Ne sono uscito innamorato di questa band di Roma. …Oltre che sudato.
È un’esperienza che consiglio a tutti.
Il tour di promozione di Pilot partirà tra poco. Fate un salto alla tappa più vicina a voi.
Se poi vorrete ringraziarmi, mi trovate qui.

Tracklist:

01 A Push and a Rush
02 War Was Over
03 Turbin
04 Fear, Control, Mothers
05 Solid Gold
06 The Flight of the Flies
07 Queen Bee
08 The Stream
09 Family Man
10 Behind the Clouds

I LAGS sono:

Antonio Canestri – chitarra, voce
Gianluca Lateana – chitarra, voce
Daniele De Carli – basso, voce
Andrew Howe – batteria

Links: Facebook, Youtube, Bandcamp

Label: To Lose La Track

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