Premio Buscaglione, le semifinali: Blindur

Blindur semifinali premio Buscaglione

Iniziamo a conoscere i semifinalisti della quarta edizione del Premio BuscaglioneBlindur è un duo composto da Massimo De Vita (cantautore, polistrumentista e produttore) e Michelangelo Bencivenga (polistrumentista). Dal maggio 2014 Blindur gira Italia, Francia e Irlanda, per un totale di quasi 100 live, è open act di importanti artisti italiani e non (Tre Allegri Ragazzi Morti, Dellera, Giorgio Canali, Barzin) e pubblica un ep live (autoprodotto).

 

Ephebia: Da Napoli a Torino come a casa vostra. L’Italia della musica indipendente, anche in base alla vostra esperienza diretta, è più “corta”?

Blindur: Per assurdo credo che o sia infinitamente grande, ed uscire dalla propria regione, dalla propria provincia sembra assolutamente impossibile, o precisamente il contrario. Serve moltissima buona volontà per delocalizzare la propria musica e pensiamo debba essere tra gli obiettivi principali che una band indipendente si ponga in questo momento. Bisogna fare rete con altre band e musicisti, proporre scambi di live, organizzare ospitate, mischiare le carte e forse così l’Italia si accorcia un pochetto. Poi da Napoli a Torino sono sempre 9 ore di macchina, non proprio pochette e quando arrivi te le senti tutte lo stesso… fortuna che Micki è un driver da paura e che la Multipla è comoda.

E: Restando sulle frontiere, la vostra musica presenta contaminazioni davvero remote, c’è un bellissimo banjo nel vostro pezzo “Foto di classe”. Però il sound yankee sembra sposarsi meravigliosamente con la linea melodica della voce, prettamente nostrana. Come si mantiene l’identità di musicisti italiani senza precludersi nulla di quello che viene da “fuori”?

B: Bisogna essere viaggiatori, con la testa, le orecchie e soprattutto i piedi, non solo ascoltare Spotify e dire “oh che figo il banjo e il flicorno insieme, scopiazziamo l’arrangiamento e mettiamolo sulla nostra nuova versione di “le domeniche d’agosto quanta neve che cadrà…”. Non c’è modo migliore per imparare una buona ricetta di farsela insegnare da chi cucina bene, piuttosto che da un libro o guardando “La prova del cuoco”! Ormai la nostra epoca è quella dei crossover, noi proviamo a mescolare il cantautorato italiano con il nu-folk americano e inglese, il post rock del nord europa e la musica irlandese… non ci facciamo mancare niente.

E: Avete autoprodotto un EP live. È una fuga dalle sale d’incisione o c’è più la voglia di restituire l’aria che respirate voi dai palchi d’Italia e dall’estero? Cosa pensate del futuro degli album musicali?

B: Facendo anche un’attività parallela di produzioni artistiche e simili, fuggire dallo studio per ora è praticamente impossibile! Semplicemente pensiamo che il live sia la nostra dimensione ideale, lo spazio che ci lascia suonare nell’unico modo che conosciamo. Abbiamo ultimato il nostro primo disco e anche ‘sto giro è stato effettuato tutto live in studio, ovviamente con molta più attenzione rispetto all’EP. Pensiamo che bisogna tornare a suonare e registrare come si è sempre fatto, tutti insieme, guardandosi, sentendo la puzza dei tuoi compagni di band chiusi nella stessa sala; a fare i dischi super prodotti, super editati, super precisi, son buoni tutti: live unica fede!

E: Il premio Buscaglione è un terreno impervio, fate capire agli altri contendenti che puntate al premio. È il momento dello sfottò!

B: Sicuramente non ci stiamo facendo le 9 ore di cui sopra per sport; sappiamo che i nostri colleghi sono forti e sono fighi, ma noi spacchiamo proprio il culo, questo è il punto! Ragazzi mettetevi sotto a provare che se no non reggete a’ bbotta!!!

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