Premio Buscaglione, le semifinali: Calvino

Intervista Calvino semifinali premio Buscaglione

Proseguono le nostre interviste ai semifinalisti della quarta edizione del premio Buscaglione. Niccolò Lavelli inizia la sua avventura di cantautore nel 2008.
 Nel novembre 2011 prende vita il suo primo EP “Giuda”. Nel marzo 2012 Niccolò inizia a collaborare con il Blend Noise studio. Da qui, sotto il nome CALVINO, nasce il secondo EP “Occhi pieni occhi vuoti”, uscito il 5 novembre 2013.Esce, per l’etichetta Dischi Mancini, il 14 maggio 2015 il suo primo album, “Gli Elefanti”.

Ephebia: Una domanda forse banale: da dove viene il nome Calvino? Ascoltando i brani di “Gli Elefanti” abbiamo percepito per rapporto tra uomo e città, bambino e città che ci ha subito portato alla mente i racconti di Marcovaldo. È tutta una nostra suggestione o c’è del collegamento reale?

Calvino: Penso che le suggestioni siano parte integrante dell’ascolto, o almeno mi piacerebbe fosse così. Quando una canzone “funziona” crea immagini e rimandi automatici in chi ascolta. Poco importa se queste immagini sono contenute volontariamente nella canzone o sono contributi dell’ascoltatore. L’importante è immaginare. Il nome che ho scelto vuole semplicemente istigare tutto questo.

E: Il brano con cui partecipi, “Gli astronauti”, richiama un tema che a noi è molto caro, quello dello spazio, “perché avevamo ben presente di essere venuti dal vuoto”. È di questi giorni la notizia della conferma dell’esistenza delle onde gravitazionali: l’hai presa come un segnale di buon auspicio?

C: Sinceramente non ci ho capito molto di queste onde gravitazionali…sul fatto che siano di buon auspicio, o cattivo, ho qualche dubbio. Credo che all’universo non gliene importi molto di noi e lo considero un fatto positivo.

E: Qual è il tuo rapporto col cantautorato? Sia a livello di gusti musicali che a livello di percezione di sé all’interno di questo genere, dal momento che il Premio Buscaglione è dedicato a “cantautori post-contemporanei”.

C: Confrontato alla domanda su cosa sia il cantautorato oggi, credo che al confronto le onde gravitazionali siano molto più comprensibili. Scrivere canzoni, abbinare mondi sonori a parole, penso non sia circoscrivibile con il termine Cantautorato come spesso viene fatto. Alla fine tutti veniamo da lì, dai grandi cantautori, Dalla, De Gregori. Forse il termine ha perso lo spirito rivoluzionario che aveva un tempo. Giustamente il Premio Buscaglione aggiunge l’aggettivo “post-contemporaneo” per uscire da questo malinteso. Mi chiedo se non sia più facile semplicemente relegare il termine “cantautorato” ad una fase storica e andare avanti con parole nuove. Quali siano queste parole nuove non ne ho proprio idea.

E:Ti diamo l’occasione di intimorire i tuoi avversari: fa’ capire loro chi comanda!

C: Se non mi fate vincere ci rimango male. Paura eh?

Link: Facebook, Bandcamp

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