Premio Buscaglione, le semifinali: Dagomago

Dagomago semifinali premio Buscaglione

Conosciamo, uno ad uno, i semifinalisti della quarta edizione del Premio Buscaglione. I Dagomago sono in quattro e vivono a Torino. Tra il 2014 e il 2015, tanti concerti e riconoscimenti: CMJ Music Marathon (New York, USA), Montreux Jazz Festival (Svizzera), Best Arezzo Wave Band 2015, Collisioni Festival, Indietiamo Festival, Festival dei Castelli Romani.

 

Ephebia: Vi va di svelarci perchè “Dagomago”, un nome che suona come una filastrocca?
Dagomago: Certo, che ci va! Le filastrocche ci piacciono molto perché sono un buon modo per dire cose serie senza dirle troppo seriamente. “Dago” era un’offesa che gli americani rivolgevano ai migranti latini che andavano a cercare fortuna nel Nuovo Mondo: i libri di John Fante raccontano ampiamente le gesta dei dagos. Mentre il “Mago” nelle fiabe è quasi sempre colui che con le sue pozioni permette all’eroe di superare i suoi limiti e di sconfiggere il male! Volevamo un nome che fosse molto musicale e che avesse una rima al suo interno.

E: “Evviva la deriva” è il vostro primo lavoro e nelle sue molteplici ispirazioni, rivela un’identità precisa. Dove sono “nascoste” le vostre ispirazioni e qual è l’identità che volete comunicare?
D: Sono cambiate molte cose da “Evviva la deriva”. Prima di tutto, ora siamo in quattro e l’arrivo di Mattia al basso ha comportato un deciso cambio di sonorità. Consideriamo il nostro primo lavoro quasi un demo, nella migliore accezione di questo termine: un modo per farci conoscere e per cominciare a suonare in giro. Il disco suona molto pop e ha sfumature elettroniche che oggi stiamo lasciando da parte, per andare verso territori dal sapore tropicale.

E: Dalle vostre canzoni emerge una sorta di elogio all’instabilità e all’indeterminatezza dell’esistenza e del nostro tempo. Qual è il vostro rapporto con il presente, vi credete al passo con i tempi o vivete in un mondo tutto vostro?
D: È difficile a dirsi. Sicuramente ogni tanto stiamo un po’ sulle nuvole, ma non ci dimentichiamo mai di quello che ci succede intorno: è importante conoscere l’attualità; e provare a decifrarla è certamente parte del lavoro creativo, almeno per quanto ci riguarda. E lo stesso discorso vale per la musica.

E:Intimorite i vostri avversari con una terribile minaccia!
D: Ci presentiamo sul palco con camicie hawaiane, il nostro universo di riferimento è il carnevale, la festa, i cocktail con ombrellini colorati, e cantiamo di fenicotteri innamorati e bimbi che giocano in cortile, qualsiasi minaccia sarebbe davvero poco credibile. Il massimo che possiamo fare per intimorire i nostri avversari è questo: “se non fate i bravi, vi costringeremo a indossare le nostre camicie kitsch!”.

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