Premio Buscaglione, le seminfinali: La Municipàl

Si avvicinano sempre di più le semifinali della quarta edizione del premio Buscaglione, continuiamo a conoscere i semifinalisti. La Municipàl sono fratello e sorella, Carmine e Isabella Tundo. Nasce nel 2013, per la voglia di raccogliere le canzoni più ironiche e romantiche scritte negli ultimi anni. Carmine Tundo è il deus ex machina di La municipàl. Pubblica il suo primo disco con i Cruska, per Camion Records, poi pubblica “Romeus” per Sugar Music, Nel 2011 vince Musicultura, Nel 2014 pubblica Nu-shu per La Rivolta Records.

Ephebia: “La mia città mi mette ansia”, comincia così il vostro Lettera dalla provincia leccese, concetto che poi ripetete ancora e ancora nel corso della canzone. Provengo anche io da una dimensione provinciale, sono sinceramente incuriosito. Andare a lavorare al nord o restare a marcire, così cantate. Tertium non datur?
La Municipàl: Ci sono altre possibilità certo, il brano nasce da uno sfogo ben preciso e sincero, e nell’ultimo periodo cerco di non “censurarmi “ da solo, quando una canzone esce di getto, cerco sempre di farla rimanere viva, mettendomi spesso a nudo e prendendomi la responsabilità di ciò che dico.
C’è tanto da costruire in provincia, ed è quello che personalmente ho scelto di fare, di credere nel mio territorio e di portare avanti dei discorsi a lungo termine che possano creare dei nuovi sbocchi lavorativi.

E:  Musicalmente parlando, avete adottato qualche soluzione in fase compositiva o di produzione per far restituire i suoni del territorio leccese nel vostro pezzo?
L.M.: Sinceramente no, è proprio quello che ho evitato, il Salento in generale è visto dall’esterno come terra di pizzica e dance hall, o prima del reggae, ma c’è anche tutta un’altra realtà, meno “estiva”musicalmente parlando che cerchiamo di raccontare.

E: Nella sua produzione Fred Buscaglione trasformava la Torino degli anni ’50 in una Manhattan by night. Fittizie, veritiere o reali, le sue storie trasmutano l’ambiente che viveva. Ci vedete un tentativo di evasione simile al vostro o c’è dell’altro?
L.M.: Io credo che realmente negli occhi di Fred Buscaglione esistesse quella realtà, un musicista o un artista ha il dono di poter creare il proprio mondo, le sue storie, ed immergersi fino al punto di non sapere qual è la verità e qual è la finzione. E soprattutto quando la realtà fa schifo, è doveroso crearne una nuova!

E: È il Premio Buscaglione e ci sono molti concorrenti in gara. Sbarazzatevene in punta di penna, scrivetegli per quale motivo gli conviene lasciar perdere.
L.M.: Parto dal presupposto che la musica è una cosa soggettiva ed il fatto che debba essere giudicata già è un concetto particolare, ma questo è un discorso più ampio. Scoraggerei chi parte con l’idea di dover vincere un premio, il bello di questo tipo di rassegne è il venire a contatto con altre realtà, altre band o cantautori che portano avanti il loro mondo, e si impara tanto, e se non si è disposti ad ascoltare e ad imparare dagli altri, non ha senso partecipare.

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