124c41+, Mörs/Ërde

124c41+-mors-erde

 

Il ritorno del quartetto cetra. 

Un bentornato sulle nostre pagine ai 124c41+, che a breve distanza dal primo EP autoprodotto ci presentano questo Mörs/Ërde.
Nei mesi che hanno preceduto l’uscita del secondo pargoletto i ragazzi hanno speso il loro tempo a contare le critiche e i tanti complimenti che gli sono piovuti addosso, ed ovviamente a calcare il maggior numero di palchi possibile. Marnero, Storm{ O} , Zeus!, Die Abete, sono soltanto alcuni dei  complessi a cui si sono molto entusiasticamente affiancati nei locali più rumorosi d’Italia, prima di chiudersi in studio a registrare questi pezzi, sviluppati e proposti già durante gli ultimi live.

Tracklist:
01 Mörs
02 Ërde

Chi ha familiarità  con lo shoegaze/screamo di questa band verrà subito accolto con i prodotti tipici della ditta: pianoforte, pathos e spessissimi muri di suono crepati da urla ferine.
Mörs è un racconto inquietante di infanzie congelate nel tempo, il contraltare gotico di Alfredo dei Baustelle. I 124c41+ si riaffermano subito come ingegneri della tensione, ricostruiscono l’apocalisse a partire dalle poche note di pianoforte suonate ossessivamente. Ad aggiungere peso intervengono gli amici/mentori Die Abete. Basta urlare nelle zone del ternano per farli magicamente apparire nelle vostre compilation, per loro stessa ammissione “ci consideriamo un po’ i Flo Rida umbri, scegliamo sempre le nostre collaborazioni con cura” [potrebbero non averlo mai detto realmente, n.d.a.].

Il pezzo strumentale Ërde continua ad insistere sulle stesse atmosfere, ma è meno acuminato, più opaco del precedente. Si estende lento e largo coi suoi 4’26” di feedback ed echi da cattedrale, ottenuti con una produzione che ha cercato di rendere i suoni meno netti e penetranti. Le martellate inflitte alla batteria da Leonardo nel finale, senza ritmo e ad intervalli crescenti, sono la chiusura ideale del dittico che questo EP costituisce con il precedente, creano un momento intenso e doloroso, memorabile, sia così incise che come conclusione dei loro concerti.

Stupisce ancora una volta come questi giovanissimi musicisti riescano a combinare tastiere, batteria ed effetti con tanto carattere. La tensione ottenuta diventa essa stessa l’elemento che fornisce un tiro anche ai pezzi che sembrano volerne fare a meno, spinge l’ascoltatore avanti per questi ambienti tempestosi, crea movimento e fa vibrare gli strumenti.
Anche in Mörs/Ërde si percepisce una freschezza che è apparentemente in antitesi con le canzoni gravi e crepuscolari suonate. La sperimentazione da queste parti viene intesa come un processo introspettivo che prescinde dalla ricerca di nuove tecnologie o artifici musicali più utili per ottenere un effetto scenico che all’esecuzione. I 124c41+ stupiscono quando suonano e anche quando non suonano, per la loro sapienza nell’alternare e dosare i silenzi fra il lento passo di dita sulla tastiera e le deflagrazioni, che continuano a coglierci indifesi e a prepararci al peggio.

 

I 124C41+ sono:
Matath Yah, guitar/voice
Om, bass/baritone/noises
Riccardo Inachis, piano
Leonardo, drums

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Labels:
Stay Home:Gigs & Records
Dreamingorilla Rec
Astio Collettivo
Screamore
Dingleberry Records
È un brutto posto dove vivere

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Studia la giurisprudenza e legge i fumetti. reCensore per Ephebia.it e Bandwall.it

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