Track list:
I cigliegi
L’estasi di S.Teresa
Nuvole notturne
Il fuoco
Il desiderio
Eco
Vicoli bui
Adrian
Dieci minuti al telefono
Leggero ma caldissimo.
Questo, in due aggettivi, l’album d’esordio dei milanesi Nihil Est.
“Nuvole notturne” è il titolo dell’album e, già dal titolo si capisce quanto sia soffice e quieto il disco.
Sembra di stare davanti allo scoppiettìo di un caminetto acceso in autunno ascoltando i primi pezzi di quest’album. Arpeggio di chitarra acustica, tappeto di drum machine, voce quasi sussurata. E’ abbastanza.
I testi sono racconti ben narrati e non banali.
Se proprio dobbiamo cadere nella pratica di assimilarli a qualche band più conosciuta, diciamo che possono essere un buon compromesso tra Marta sui Tubi (più che altro per il modo di scrivere) e Benvegnù (per gli arrangiamenti). Con un pizzico di Marlene Kuntz degli ultimi tempi. Forse un po’ più di un pizzico nella coda di “L’estasi di S.Teresa”, che in molti non tarderanno ad accostare alla coda di Nuotando nell’Aria.
L’autunno fa posto ad un’abbondante nevicata invernale da “Il fuoco” in poi. Una nevicata in città. A Milano. Ecco anche senza sapere la provenienza dei Nihil Est, questa parte del disco fa pensare a questo. Le parti di archi e le chitarre elettriche sono incisive. Come incisiva è la batteria quando prende il posto della drum machine.
C’è spazio anche per la romanticissima “Adrian” ma tutta la bravura di questa band è rinchiusa nelle parole di “Dieci minuti al telefono”. Una sorta di messaggio lasciato in segreteria, non sappiamo bene di chi, non importa. Quello che importa è ciò che dice il messaggio. E il messaggio dice che in questo “momento di assoluto niente” (niente culturale, niente intellettuale, niente sociale) c’è bisogno di qualcosa “non tanto per una questione di completezza/ma anche solo per bisogno di fantasia”.
Buon inverno.
Mirko





