
1. Multiply a House
2. The Felt Sense
3. Mouths of Young
4. Sad Story
5. Apples and Oranges
6. Just Too Much
7. Diamond in the Forest
8. Hand Grenade
9. I Know You Now
10. Lonely Nights
Interessante esordio sulla lunga distanza per questa band di Portland (Oregon, USA) dopo l’EP “Secession” del 2008. Già dalla line-up si può ipotizzare che non ci troviamo di fronte alla solita band: Corrina Repp alla voce, chitarra, batteria, piano, percussioni, Joe Haege alla voce, chitarra, piano, samples, batteria, percussioni, Liza Rietz al piano, violino, cori, percussioni e Toussaint Perrault alla tromba, trombone, cori, percussioni. Un combo di polistrumentisti che ci regala un album carico di sfumature ed arrangiamenti originali, un magma sonoro con rimandi al trip-hop ed al pop di qualità, ma anche al jazz ed al folk, molto incentrato sull’uso delle percussioni (“The Felt Sense” ne è un esempio lampante), arricchito da un’intelligente ed originale apporto dei fiati e dalla bellissima ed eclettica voce di Corrina Repp, che riesce a tenere insieme arrangiamenti e strutture che altrimenti rischierebbero di perdersi negli scuri meandri delle atmosfere oniriche evocate dalla band.
Da segnalare “Sad Story”, un tango che si trasforma con l’arrivo della chitarra che lo elettrizza senza stravolgerne l’essenza, l’epica ed al contempo intima ed eterea “Diamond in a Forest”, e le due tracce finali, la romantica e cadenzata “I Know You Know”, con atmosfere che la renderebbero perfetta per una colonna sonora, e la lynchiana e cupa“Lonely Nights” in cui la magia dei fiati solitari impreziosisce il brano e ci lascia con l’impressione di aver finalmente ascoltato qualcosa di nuovo, pur con tutti gli ovvi riferimenti, e soprattutto di aver scovato una band da seguire con attenzione e curiosità.
Se non si perderanno nei meandri dei contorti percorsi da loro stessi creati, ma coltiveranno invece il loro gusto sopraffino che li ha portati a risolvere la difficile equazione tra complessità della proposta ed assoluta godibilità del risultato, non perdendo di vista la bussola che punta verso la parola pop ed evitando pertanto di diventare troppo concettuali e finire, come molti prima di loro, a far musica per se stessi e pochi adepti, i Tu Fawning possono essere una band dal futuro glorioso.
Amedeo Contili




