
The Mad Ones è un disco punk.
La prima impressione che dà, onestamente parlando, è quella dell’ennesima produzione hardcore melodica che cerca di darsi un tono, una caratterizzazione.
Ma i dischi vanno ascoltati senza pregiudizi, a rischio di stupirsi. Già alla seconda traccia s’intuisce che il potenziale è sufficiente per ascoltarlo tutto: le dinamiche sono tipiche, è vero, ma i testi colpiscono subito per la forza evocativa. “Patient patient” è un minuto sulla bocca di un paziente ricoverato in ospedale: I am trying to keep still when I meet my anesthesist. Molto distante da quello che ci si aspetterebbe, qualcosa del tipo “facciamo casino, si, più casino, dai!”.
Volendo essere perfidi si potrebbe tentare di etichettare The Mad Ones come un concept sulla grama vita di un tale mollato dalla fidanzata e rimasto vittima di un incidente stradale. E’ vero, sono tristissimi e disperati, ma in maniera affatto stucchevole: le flessioni melodiche sono naturali, grande merito dei Versus You è secondo me quello di non anteporre mai la piacioneria accattivante del punk al concetto da veicolare. Mi traduco: c’è qualcosa da dire, già qualità rara, e questo qualcosa vuole essere detto così, con tre powerchord. Ci sta bene.
Ad esempio Nurse è un gran bel pezzo, per niente scontato, lontanissimo dalle scorciatoie melodiche del genere in questione, e nonostante lo strapotere dei power non si può negare che sia originale e soprattutto privo di forzature di sorta. Anche le tracce meno “di genere” hanno una buona personalità: i Versus You non sono dei principianti, e si sente. Gli Alkaline Trio li hanno voluti come spalla, e non credo sia un caso. Non vorrei essere campanilista, ma credo che ciò che li renda così credibili sia il fatto di non essere anglofoni, cosa che fa dei testi delle letture concettuali ed evocative. In più sembrano anche simpatici, in fondo.
Alessandra




