Sotto il cielo di Fred, le semi-finali: Victor Dadù

Ephebia Festival continua a presentarvi i semi-finalisti che si contenderanno il Premio Buscaglione del Festival Sotto il Cielo di Fred fra pochissimi giorni. Victor Dadù è arrivato a questo punto grazie alla spinta del pubblico che lo ha votato da casa, andiamo a saggiare il suo carisma.

Arrivi alla contesa come favorito del pubblico, sei il people’s champion. E pensare che nella tua bio affermi di non avere un pubblico! Adesso sta arrivando il riconoscimento del tuo lavoro e mi viene da pensare a tutti quei gruppi underground che guadagnando ascoltatori iniziano a perdere di appeal agli occhi della critica. Cosa ne pensi di questa proporzionalità inversa nel mondo della musica?

Ciao Matteo. E’ vero Victor è un personaggio virtuale…non ha un pubblico reale…ha avuto, in questa occasione,  un pubblico virtuale!!!!!  Per me fare musica vuol dire solamente tradurre in parole e schitarrate le mie emozioni interiori.  Non ho altri obiettivi. Questa proporzionalità inversa, come dici, esiste. La provo su me stesso da ascoltatore. Dei gruppi che ascolto, preferisco, in genere, i pezzi  della “nascita”…sono quelli più veri.  Sono quelli che ti fanno pensare “crede in ciò che canta o che suona!”. Sono pochi gli artisti che riescono a rimanere in tal senso “puri” nel tempo. Molti perdono l’ingenuità dell’essere “bambini”.

Sei un tipo solitario, hai fatto a lungo a meno di una band. Questo soddisfa appieno le caratteristiche dell’ “Autore” nell’ immaginario collettivo. Molte grandi bands hanno un song-writer di riferimento al loro interno, e spesso gli altri componenti tentano di affiancarsi proponendo le loro cose. è questo il lato dell’ essere parte di un gruppo che ti disturba?

Essere gruppo non è facile. Significa seguire un percorso di idee, emozioni e tanto altro insieme…significa, nella mia concezione, essere amici. Io non ho un gruppo solo perchè la mia è veramente una passione casalinga. Lavoro durante il giorno, ho moglie e due bimbetti e la sera “compongo” quando sono tutti a nanna. Mi dedico alla mia passione quando ho tempo, con flessibilità. Non ho mai pensato ai fastidi che potrebbe “cagionarmi” l’avere un gruppo.

Sempre partendo dalla tua bio, ti definisci un onesto strimpellatore di chitarra più che un musicista. Allora chi sono i musicisti?

Musicista per me è chi ha studiato la musica. Chi, davanti a uno spartito, non ha problemi di lettura o interpretazione. Chi della musica ne ha fatto una missione di vita…e tra missione e passione c’è un pò di differenza.

Il Lungo Abbraccio, il pezzo a cui hai affidato le tue insegne, suona caldo e familiare come il nome anticipa. C’ è anche un lungo assolo che riporta ad una concezione di musica ormai cassata dalla distribuzione radiofonica, lo stesso dicasi per la durata del pezzo (6:14). E’ questa la musica che ti manca o pensi sia la musica che manca al pubblico?

E’ uscito così e basta, senza regole. Non so se sia una musica che manca al pubblico. Ormai con internet ti puoi collegare su qualsiasi emittente radiofonica del mondo e trovare di tutto e di più. Il pezzo racconta semplicemente delle emozioni ricollegate ad un “lungo abbraccio” e l’assolo di chitarra (che dal vivo sarà di tastiera – ma questo è un segreto, Matteo) fa parte di esse.

Questo è il tuo territorio, fai capire agli altri concorrenti che è meglio starsene alla larga

Non ci riesco…VENGO IN PACE!!!!!!!!!!

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